Parola del giorno: “Intolleranza”

È più o meno da gennaio, da quando la mia disoccupazione è diventata ufficiale (con tanto di Inpgi che mi eroga l’assegno di disoccupazione), che ho notato crescere nel mio organismo una nuova forma di intolleranza nei confronti di determinati atteggiamenti.

Sembra un fatto banale, ma invece mi pare proprio che il cervello produca una sostanza capace di farmi letteralmente sbottare. Io, che sono una personcina tanto mite e che “guai a farsi vedere alterate”, posso diventare una iena sputa sangue.Due fatti:

tumblr_ms89lsDDu51so1oyro1_12801. Cerco una cover per l’iPhone di mia sorella, per farle un regalo. Giro 3 negozi (Tre, Wind, Mediaworld), dove le cover sono tutte stipate in modo aggrovigliato dietro il bancone, cosa che già è irritante di per sé, ma riesco comunque a dare una sbirciata. Entro nel quarto, Vodafone, e le cover, oltre a essere stipate, sono anche “lucchettate”, così che non posso proprio sfilarle una a una e sbirciare per conto mio. Ergo: chiedo alla commessa. Una ragazza tra i 25 e i 30, intenta a mandare sms dal suo smartphone. Le chiedo di farmi vedere le cover e lei, scocciata, mi dice di guardarle. Io le dico, gentilmente, che sono lucchettate. Lei sbuffa e prende un “coso” per sbloccarle. Poi mi chiede come la voglio. Io non so come la voglio, le voglio vedere. Al che, questa impunita si atteggia da scocciata, facendomene vedere tre sulle 50 che aveva, dicendomi: «E vabbè». E vabbè? E VABBÈ? 

Non ci ho più visto. Tu, cara beota che hai trovato lavoro chissà come, hai avuto l’onore di farmi scattare l’intolleranza. La guardo e con vero disprezzo le dico che può starsene tranquilla dietro al bancone, che non ho tempo da perdere con lei e me ne vado lasciandola con le tre cover in mano e una faccia degna della sua maleducazione.

2. Squilla il cellulare. rispondo. Dall’altra parte una ragazza parla: «Signora Bia? Sono delle Generali Assicurazioni, volevo invitarla alla presentazione delle nostre offerte professionali per chi cerca lavoro, preferisce il lunedì o il venerdì?». Non ho mai spedito cv a una compagnia assicurativa, al che mi dice che ha preso il nominativo da tale Talent Manager (mah). Allora io, che ho un cv da giornalista/editor, sono curiosa di sapere: «Mi scusi, ma visto che ho un cv particolare, per che posizione mi chiamate?»
«Be’, abbiamo una serie di posizioni aperte, se vuole può venire alla presentazione e le sarà spiegato tutto»
Ma io insisto: «Ma secondo lei io vengo a una presentazione generica senza sapere che cosa offrite a una che fa la redattrice? Che cosa potrei fare in Generali?»
«Ah be’, no, io non ho il suo curriculum, ho solo una lista di nominativi… Ah, fa la giornalista…»
«Grazie, ma forse dovrebbe prima farsi un’idea delle persone che contatta, lo dica ai suoi capi. Arrivederci, non mi interessa» e chiudo.

Traggo le conclusioni: non riesco più fisicamente a tollerare la superficialità, l’ignoranza, la piccolezza, l’arroganza, la strafottenza, la mancanza di professionalità. E il mio corpo si rifiuta di stare zitto, la mia mente non riesce più a prendere le distanze. Sento proprio un’ondata di fuoco che non riesco a sedare. Avete presente quando si trasforma Hulk? Ecco. Devo difendermi. E poi mi sento meglio.

Dal Dizionario Sapere on line

Intolleranza1 incapacità di tollerare: intolleranza del freddodel dolore 2 insofferenza, impazienza: un gesto d’intolleranza 3 atteggiamento abituale di chi avversa totalmente le opinioni altrui, spec. in materia religiosa e politica 4 ( med.) risposta negativa dell’organismo, che non ha base allergica ma può dare disturbi anche gravi, a certe sostanze che vi vengono introdotte: intolleranza alimentareintolleranza a ( perversoun antibiotico


 Dal lat. intolerantia(m), deriv. di intolerans ‘intollerante’.
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26 pensieri riguardo “Parola del giorno: “Intolleranza”

  1. Sei disoccupata da gennaio, siamo a maggio, e ti schifi a fare un colloquio perché magari potrebbe non riguardare una posizione che ti interessa?!? Ah certo perché tu sei redattrice. Scusa. Tanto prendi l’assegno di disoccupazione quindi non ha senso cercare un lavoro qualunque, purché onesto, no?! Scusa, normalmente ti adoro come blogger, ma queste cose davvero non le capisco.

    1. Forse non hai letto bene,non era un colloquio di lavoro. Inoltre essere disoccupati e avere l’indennità non è disonesto,per me. Non ho capito bene che cosa intendevi dire forse…

      1. No certo che non è disonesto, ci mancherebbe, l’assegno di disoccupazione un diritto!! Però scusami, forse sono stata irruente perchè è un argomento che mi tocca tanto da vicino, secondo me non bisognerebbe scartare nessuna opportunità e nessuna occasione, e anche andare a un evento delle Generali avrebbe potuto portare qualcosa di buono, magari anche solo dei nuovi contatti.
        Il fatto è che proprio non trovo giusto arroccarsi sulla propria posizione e dire “io sono editor (ma anche qualsiasi altra cosa, adesso prendo te come esempio) quindi scarto a priori e con disappunto qualsiasi altra cosa”.
        Giustamente ciascuno è orgoglioso della propria professionalità e specializzazione, ma nel frattempo che si cerca il lavoro che ci può soddisfare e rendere felici, se le Generali offrono anche un posto da segretaria a me che sono una editor io lo prendo eccome!! Un lavoro basta che sia onesto, e che non sia sfruttamento (come quelli che offrono gli stage non retribuiti a gente che ha più esperienza di loro, quelli si che mi fanno salire l’irritazione!!!)… e poi secondo me va fatto… anche nel mentre che si continua a cercare qualcosa che ci soddisfa di più. Credimi conosco bene la situazione, e io se stessi a casa a prendere l’assegno di disoccupazione mentre snobbo dei lavori onesti e retribuiti, quello si che mi sembrerebbe disonesto!!
        Ovviamente questa è la mia opinione… tra l’altro altre al posto tuo non avrebbero pubblicato il mio commento quindi grazie per la tua correttezza. Ti faccio un grande in bocca al lupo!! 🙂

        1. Grazie a te Ilaria per avere espresso la tua opinione, tra l’altro credo proprio che partiamo dallo stesso principio di base: se non conoscessi come funzionano le assunzioni nelle compagnie di assicurazione forse la penserei come te. Ma le conosco fin troppo bene e aggiungo che un lavoro onesto, per me, significa anche lavoro serio: dove è la serietà di un’azienda che chiama candidati random senza nemmeno dire quali sono le posizioni che offre e senza leggere cv? Non ti suona quanto meno strano?
          Quanto al mio presunto “arroccarmi” nella mia posizione di editor… ti inviterei, se ti va, a leggere quanto ho scritto, per capire quanto non mi si addica quell’atteggiamento: spesso, fin troppo in questo periodo, subisco il mio ruolo! http://editoriaprecaria.wordpress.com/2014/05/08/lei-e-troppo-qualificata-una-scusa-che-non-regge/
          Capisco che l’argomento ti stia a cuore, ma sta a cuore anche a me e se mi leggi ogni tanto capisci facilmente quanto sia o non sia onesta io riguardo al lavoro e alla vita in generale 🙂

          1. Ecco… ti chiedo scusa, davvero dal tuo post sembrava qualcosa di diverso, o forse sono stata io a leggerlo un po’ prevenuta. Non sai quante critiche ho subito per aver accettato un lavoro che “non è il nostro” (anche da parte di persone che stanno a casa a farsi pagare l’affitto dalla mamma / dal fidanzato o dalla fidanzata, e si sentono dei martiri, mentre io sarei quella che si è arresa). Sull’evento alle Generali continuo a pensare che un giro magari lo potevi fare, anche solo per vedere che aria tirava, ma capisco la tua esasperazione!! Ti faccio di nuovo un grandissimo in bocca al lupo, da oggi continuerò a leggerti non soltanto qui, ma anche su editoriaprecaria 🙂

  2. Nella mia lunga vita sono riuscito a fare solo tre colloqui. Uno l’ho ottenuto per puro caso, uno prendendo per sfinimento l’ufficio del personale, il terzo per errore. Arrivo, mi siedo di fronte all’esantematica ragazzetta che selezionava il personale, le scartabella fra le sue carte, trova il mio curriculum e sbotta: “Ma lei è laureato da tre anni?!”

  3. E’ capitato anche a me ad un colloquio. Ho scritto e aggiornato il CV, al quale ho anche allegato una serie di informazioni e vari link ai miei canali social. Mi aspettavo, non dico che mi trattassero come se già ci conoscessimo da una vita, ma almeno che di me sapessero le informazioni principali e che tipo di mansioni fossi già in grado di svolgere. L’addetto al personale invece pareva che avesse visto il mio CV per la prima volta proprio durante il colloquio: mi ha chiesto infatti ciò che già ampiamente avevo scritto. Mi sorge una domanda: chi seleziona i selezionatori?
    Simone

  4. aahahah ma per la santa cunegonda in gonnella! La gente proprio non ce la fa, te lo dico sempre. che poi mi vien da ridere perchè ogni volta che mi succede come a te, e mi viene l’orchite per commesse stupide, stronze o peggio, penso sempre che “loro non sanno chi sono io” quando mi trattano così. cioè che sono giovane, carina, ma soprattutto disoccupata incazzata, e quindi passerò il resto della giornata a insultarle in ogni lingua che conosco.. sul mio blog! ahahah mamma mia l’ignoranza…
    ps. le cover per l’iphone si comprano dai cinesi quante volte te lo devo dire! Spendi un decimo che in negozio (che poi sempre pezzi di plastica sono) e i cinesi non si lamentano mai: sono sempre contenti quando vai da loro!

    1. Ahahah lo so,tu hai stra ragione ma ero di fretta e in provincia i cinesi latitano,nnnaggia! Cmq il “lei non sa chi sono io” è veramente così 😀

E tu che ne pensi? :)

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