Quando aspetti la vita, senza angosce

È un periodo di confusione, incertezza e cambiamento. Le prime due hanno il podio, il terzo posto – il cambiamento – cerca con grande fatica di conquistarsi le prime due posizioni ma, ahimè, con pochi risultati.

Sì, ci sono periodi in cui si aspetta che la vita, semplicemente e inesorabilmente, capiti. Non è rassegnazione, nemmeno passività, anzi: è un’attesa attiva e che può essere anche produttiva e positiva. Come? Sforzandosi di non cedere all’angoscia!

Non è facile. Ma che cosa è facile? È facile cedere al vittimismo e all’autocommiserazione. Soprattutto quando si sta vivendo l’ennesimo, e dico l’ennesimo, periodo di merda. Ops, il francese, scusate.

Insomma, almeno per quanto mi riguarda, la cosa che mi fa più male nei periodi bui è la solitudine: per quanto non sia certo una persona sola, sento il peso di ciò che sto vivendo come assoluto e condividerlo è impossibile.

Come spiegare a chi non ci sta in mezzo la difficoltà di reinventarsi di sana pianta sul lavoro e, una volta fatto, di incontrare le stesse difficoltà di prima? Se non l’hai vissuto, non puoi capire. Esempio: ho la sciatica da tre settimane (ed è vero!), come faccio a spiegare che non riesco a stare seduta e nemmeno a stare sdraiata a chi non ha mai avuto un mal di schiena?

• Come spiegare le delusioni cocenti della perdita di un lavoro a chi ne ha sempre avuto uno?
• Come spigare e condividere le angosce del futuro a chi ha come unico problema la scelta delle vacanze estive?
• Come dire e parlare dell’inquietudine di chi aveva una professionalità avviata e l’ha dovuta scaricare con lo sciacquone del cesso?
• Come manifestare un disagio accettabile a chi ancora pensa che sei disoccupata se non hai un lavoro fisso, anche se lavori per tre committenti e sei costretta ad aprirti una partita iva?

Insomma, non è mica facile non cedere allo sconforto della solitudine. A meno che non ci si impegni nell’attesa attiva. Il che comporta, in primis, non aspettarsi comprensione e con-partecipazione.

In fondo non è importante, se noi per primi non ci soffermiamo sulle negatività che ci opprimono e, anzi, cerchiamo di puntare l’attenzione su ciò che c’è di positivo. Fosse anche solo l’arrivo della primavera. Nessuno, nemmeno la sciatica, mi può impedire di fare un giro nel parco e di godere dell’immensità della bellezza di una semplice passeggiata. Per dire. Non è poco come sembra.

Lasciare andare la rabbia, quella sorda che ci urla dentro ininterrottamente. Abbandoniamola. Non porta a nulla, se non ad altra rabbia. Accettiamo quello che la vita ci porterà e facciamolo nostro, solo nostro. Il nostro giardino in cui passeggiare. Non sarà perfetto, ma lo possiamo abbellire come vogliamo.

E se proprio tutto il resto (o l'”altro”) ci intossica: EVITIAMOLO.

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10 pensieri riguardo “Quando aspetti la vita, senza angosce

    1. Ehhh… guarda, non so che dire e che fare. In questo momento sul cv mi viene solo voglia di scrivere: “Lavoro, lavoro molto bene, ma non voglio esaurirmi per lavorare per te”. È che i settori che ho scelto (editoria prima e istruzione poi) non sono i più semplici. Infatti mi do tempo fino settembre, poi comincerò a cercare tra i call center :’)

      1. Basta che non chiami me….
        Cmq mi pare di capire che ti cercherebbero pure, ma le condizioni e la pressione non sarebbero sopportabili.
        Beh…. almeno non si può dire che il lavoro non ci sia.
        Stiamo diventando come i Taiwanesi….

  1. Sono certa che il tuo periodo di confusione, incertezza e cambiamento ti porterà di certo a qualcosa di bello, perchè io ti vedo diretta verso la strada giusta anche se forse non ne sei molto convinta. C’è così tanta luce nelle tue parole… te ne accorgi? forse perchè la confusione, l’incertezza, i problemi e gli acciacchi rallentano un po’ la vita e ci permettono di vedere cose che diversamente non riusciremmo ad osservare così da vicino.

    1. Grazie del tuo commento! Mi hai davvero riscaldato il cuore perxhe’ in effetti no, al momento non vedo tanta luce… speriamo in bene e un abbraccio!

  2. Brava, mi piace come affronti la situazione e come sai cogliere tutte le opportunità e apprezzarne il positivo e i risvolti: non si è mai soli quando si è in compagnia di se stessi, la migliore compagnia che ci possiamo augurare, l’unica che non ci abbandonerà mai!

    1. Grazie cara! Diciamo che ci provo. ma e’ una lotta quotidiana che strema le forze. Ti dico solo che accarezzo l’idea di un drammatico downshifting verso i call center. Ma se cosi’ sara’, trovero’ lo stesso qualche motivo per festeggiare 😉

  3. Fantastico articolo!

    Grazie Bia. Condivido tutto quello che hai scritto. Ho perso il mio amato lavoro l’anno scorso e pensavo (positiva al massimo come sono sempre stata) di ricollocarmi facilmente (parlando 3 lingue correntemente). E invece eccomi qui – come scrivi tU – a lottare ogni giorno per restare positiva e non lasciarmi abbattere dalla tragedia di non riuscire a trovare un nuovo lavoro. Grazie per questo invito a tenere duro e continuare a lottare nonostante tutta la negatività , incertezza e confusione imperanti che ci circondano.

    Un abbraccio da una fighter come te 👊🏻

    Vera 🙏🏻😘🌺

    Inviato da iPhone

    >

    1. Grazie Vera!! Ti assicuro che sono più fighter a scrivere che a vivere 😀 però ci provo. E grazie soprattutto per il tuo messaggio, la solidarietà tra chi conosce le peripezie di cui parliamo è fondamentale!! Un abbraccio!

E tu che ne pensi? :)

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