Career change: pro e contro

Career change, ovvero triplo salto carpiato nel mondo del lavoro. E nel mondo del lavoro di oggi è ancora più difficile, ma molto comune. «Il lavoro non è più quello di una volta», recita il luogo comune, ma in fondo si sa che è così. Anche chi oggi si sente in una botte di ferro incrollabile potrà trovarsi tra qualche tempo, magari quando ha superato gli “anta”, a reinventarsi o a “ritrovarsi” in un modo che mai avrebbe immaginato.

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È in fondo quello che sta capitando a me: da giornalista e redattrice a insegnante o tutor di lingua italiana. Per quanto sia difficoltoso, sono una forte promotrice del “cambio di carriera“, perché volenti o nolenti nella vita si cambia e rimettersi in gioco per ritrovare (o trovare) un benessere psico-fisico-mentale-economico è un dovere verso noi stessi.

Ma al di là dell’aspetto positivo, quello che ci costringe a metterci allo specchio senza veli, ci sono comunque degli aspetti negativi che ahimè bisogna affrontare.

CONTRO

  1. Hai fatto già una bella gavetta nella tua vita e pensavi di essertela lasciata alle spalle. E invece no. Ricominciare significa ritornare all’inizio, ma l’età non è più la stessa, le aspettative sono più reali, i colleghi saranno più giovani. I capi pure.
  2. I colleghi non capiscono bene che cosa ci fai alla tua età lì o ancora lì, a fare domande idiote che loro hanno dimenticato da decenni.
  3. Lo stipendio che avevi puoi anche dimenticartelo e dopo poco ti sembrerà un pezzo della mitologia greca. Vale lo stesso per il contratto a tempo indeterminato, spesso.
  4. Quello che eri (manager, impiegato, insegnante, giornalista) e ciò in cui ti identificavi prima non interessa a nessuno. Inutile quindi perdersi nei ricordi e raccontare di cose che, in questo nuovo ambito, poco attecchiscono.
  5. La solitudine dei numeri primi ti fa una beffa, in certi momenti.

PRO

  1. Un nuovo inizio è sempre e comunque elettrizzante, fa sentire più giovani e si riscoprono energie dimenticate.
  2. Si impara ogni giorno, ancora, proprio quando le speranze di ritrovare entusiasmo per il lavoro in senso lato erano perse e ti sentivi un mammut.
  3. Nuovi colleghi, nuovo ambiente, nuovo te: più completo e soprattutto più “nuovo”.
  4. Hai una marcia in più rispetto ai nuovi colleghi che hanno sempre fatto quel lavoro. Loro non lo sanno e a loro non interessa, ma tu lo sai eccome.
  5. Le problematiche nel nuovo lavoro ti sembreranno barzellette, se arrivi da una situazione degenere (o da una disoccupazione). I colleghi si lamentano e tu fai finta di ascoltarli, ma in realtà dentro di te ridi alla grande e pensi “provate a stare senza un lavoro, piccoli ingenui”. Non è superiorità, è solo esperienza di vita.
  6. Se qualcosa va storto sul serio sai che dentro di te hai risorse incrollabili e preziosissime. Nulla ti spaventa più, tanto meno un nuovo “triplo salto carpiato”.

Buon lavoro a tutti, quindi, soprattutto a chi lavora per lo stipendio (e non per hobby).

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9 pensieri riguardo “Career change: pro e contro

  1. Il problema non è tanto il cambio di carriera quanto l’aver dovuto accettare ciò che passa il convento, che faccia o no parte del “nostro” ramo.
    Io ,anni fa, dopo aver perso il lavoro ho dovuto accettare un posto per cui l’azienda prevedeva di assumere un ragazzo al primo impiego… ma siccome io ero a casa , ho dovuto pregare di assumere me anche se non al primo impiego.
    Il “downshifting” (che in questo caso ha un significato negativo) è stato deprimente per vari aspetti, tra cui il meno peggio era quello economico (tanto non guadagnavo granchè neppure prima) : sono finito a fare il galoppino di uno stronzo, son finito a essere quello con meno voce in capitolo mentre fino a un mese prima ero considerato e ascoltato con attenzione quando parlavo, ecc.

    I pro che hai elencato tu sono… delle autoconosolazioni sicuramente vere ma di fatto poco utili, a parte i punti 2 e 6: sempre più esperienze di vita e nessuna paura.

  2. Bello ricominciare e reinventarsi. Sarebbe ancora meglio trovare un lavoro per poterlo fare. Sono disoccupata da due anni (dopo 15 come segretaria di produzione in radio privata e 14 come tecnico specializzato nelle gare di golf e segretaria di direzione) e tutto quello che sono riuscita a fare, girovagando ovunque, sono tre settimane in un ospizio ad imboccare un’ottuagenaria (50 € a settimana) e sporadicamente la promoter (per 1, 2 massimo 3 giorni) di prodotti vari nei supermercati, per 45 € a giornata di 9 ore. Pur avendo tutte le marce, sino ad ora ho usato solo la retro. Il rinnovamento non lo vedo molto lusinghiero. Il mio bilancio economico è in bancarotta, vivo sola non ho parenti e la pensione è ancora lontana. Per fortuna non ho nessuno da mantenere, oltre agli acari della polvere.

    1. no…in questo caso in effetti il rinnovamento pare una presa in giro. hai ragione. l’adattamento e’ la parte piu’ difficile. non ci sono corsi professionali abbordabili che potrebbero essere interessanti per un migliorento effettivo?

E tu che ne pensi? :)

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