Nostalgia di casa, nonostante la frenesia

Lo so che non mi sono mica trasferita in Australia, sono solo a 200 km da casa, eppure in certi momenti la nostalgia è carogna. Perché non è tanto la mancanza dei miei amori (compare, gatte, famiglia), è proprio la mancanza della mia “home”, il mio rifugio, la mia vita che rappresenta la “comfort zone”. Voglio dire, è normale che mi manchi no?

comfortzone2-Copia-672x372Ma non voglio fare la piangina, è solo una sensazione che non provavo da anni e anni e probabilmente decenni. L’ultima volta che mi ricordo di averla provata ero forse in colonia 😀

Quel nodo allo stomaco e la domanda “Ma perché sono qui e non a casa?“.

Ad ogni modo, ho la fortuna di tornare a casa nei fine settimana, cosa che rende il mio allontanamento mediamente accettabile (anzi, sono fortunatissima, lo so, rispetto a molti altri). È la domenica sera il momento più duro, quando salgo sul treno e vado, torno al “lavoro” lontano da casa.

Cozy-interior-of-a-woodland-homeIl lunedì mattina, invece, sono ansiosa di iniziare, perché prima si comincia e prima si finisce. In più lavorare in una scuola rende le giornate talmente piene che la giornata vola (tranne il venerdì) e mi ritrovo a casa alle 17 sfatta, ma con un giorno già passato. E così prosegue la settimana.

Giuro che se trovo un lavoro vicino a casa non mi lamenterò mai più della distanza (ci proverò) anche se probabilmente ci metterò un’ora o un’ora e mezzo per raggiungerlo. Perché tornare a “casa”, alla “home”, davvero non ha prezzo 🙂

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7 pensieri riguardo “Nostalgia di casa, nonostante la frenesia

  1. Non so che dirti per confortarti.
    Io sono uno dei fortunati, ma ho sempre molta paura che la mia fortuna finisca: l’azienda dove lavoro non va a gonfie vele….
    …mah…. chi vivrà vedrà.
    Purtroppo nella vita tutto cambia, passa. E ciò è molto bello per chi si trova in una situazione che spera di cambiare presto, ma quando si sta finalmente bene è un po’ sconfortante rendersi conto che……CAZZO, NON E’ MAI FINITAaa….!!!

  2. Cara Bia, è già positivo che le giornate passino velocemente. Alla fine si tratta soltanto di far trascorrere qualche ora la sera, tra un libro, il blog e poi il meritato riposo. La sensazione della domenica sera l’ho provata per oltre un decennio, sia all’università, quando tornavo a Torino, sia quando mi sono trasferito in Veneto. I primi tempi tornavo in Piemonte tutti i fine settimana, perchè avevo la ragazza lì. E la domenica sera era sempre tremenda e anche il pomeriggio, che non riuscivo a godermi pensando che dopo poco avrei dovuto rimettermi in viaggio.
    Ma poi un po’alla volta passa. Se poi riesci a farti qualche amicizia dove lavori, diventa anche più vivibile la vita in zona-lavoro.
    Sei troppo forte, dai che passa!

E tu che ne pensi? :)

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