A casa dal lavoro in 4 minuti

Chi fa la vita da pendolare ha sognato, prima o poi, di vivere al piano superiore rispetto agli uffici o nella via adiacente. È un sogno, un’illusione, esattamente come lo sono le favole.

PEDESTRIANS BICYCLES AND CARS CROWD A BRIDGE INTO VANCOUVER

Ebbene, cominciamo con i lati positivi di questa mia nuova esperienza: lavoro a 4 minuti di macchina da casa. In mezzo al verde, zero traffico.

Solo per questo sento che mi invidierò tantissimo quando tornerò alla vita da pendolare milanese. Se mai avrò un lavoro, ovviamente.

Senza poi contare il fatto che finisco di lavorare alle 4 o alle 5.

Cioè… devo spiegarlo?

In pratica si ha la possibilità di raddoppiare il tempo della propria vita. Ha un prezzo questa cosa? No.

E da stamattina mi torna in mente una sola domanda: come diavolo fanno gli insegnanti a lamentarsi dello stipendio? (Ora sto lavorando come insegnante, ovviamente). E so che dicendo questa cosa qualsiasi insegnante è già pronto con le mille motivazioni (magari anche giuste) per il proprio lamentarsi. Ma il fatto è che io so che cosa vuol dire NON fare l’insegnante.

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Anyway, supponiamo che io debba lavorare a un’ora di strada. Quando finisco alle 4 sono a casa alle 5. Una pacchia. Anzi, di più.

Lavorare in inglese può stancare, avere a che fare con i bambini piccoli anche, ma l’idea di avere ore e ore a disposizione per me dopo il lavoro rende tutto più accettabile.

Quindi, bilancio dei primi giorni più che positivo. Sarà anche che è mercoledì, tra due giorni torno a casa, quella vera, quella dei miei amori, e quindi è tutto molto più colorato, bello e sereno. Quindi…

HAPPY HUMP DAY!!

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11 pensieri riguardo “A casa dal lavoro in 4 minuti

  1. Invidia, come sopra. Ho trovato un lavoro temporaneo che sarebbe a 23 minuti di macchina da casa…peccato che io non abbia una macchina. E in autobus quei 23 minuti diventano 67. 134 minuti di lettura al giorno, se non sono troppo stanca. Cerco di trasformarlo in tempo per me, pure quello del viaggio, ma un po’ mi manca il mio lavoricchiare da casa, per quanto incerto e spesso insufficiente. E, quando tornerò a quell’incertezza, mi mancherà questo piccolo stipendio fisso. Ah, mai ‘na ggioia! 🙂

    1. Come ti capisco!!! Nel senso che bisogna scendere sempre a compromessi con il lavoro e quando c’è una cosa manca l’altra… Comunque riuscire a impiegare la “trasferta” leggendo è già positivo 🙂

  2. Ti odio, sappilo.

    Fto una pendolare che trascorre circa quattro ore al giorno sui mezzi pubblici, città per città, esce alle sette e mezzo del mattino e rientra alle otto di sera, e dopo il lavoro non ha tempo – né forze – di fare niente niente niente, a volte costretta a scegliere tra mangiare o lavarsi, perché entrambe le cose sono un lusso di tempo improponibile: ha da passa’ ‘a nuttata! 😥

    Scherzi a parte, sono felice per te, è il mio pendolarismo che odio, ma almeno una si è salvata!

    1. 😀 guarda, ti capisco benissimo, anche io mi odierei! Ho passato almeno 15 anni a fare la pendolare e ora per almeno 6 mesi me la godo… (anche se sono a 200 km da casa) 😉 Grazie cmq!!

E tu che ne pensi? :)

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