Giro del mondo… a piedi: Mattia Miraglio

Ieri sera pensavo a quanto mi piace camminare, a quanto i piedi siano da sempre il mio mezzo di trasporto preferito. E, pensavo, all’idea folle di fare un giro del mondo a piedi. «Sicuramente qualcuno ci avrà già pensato» e, infatti, ecco qui l’eroe visionario, italiano, che sta già compiendo questa impresa: Mattia Miraglio.

Sul suo sito dice che il viaggio lo impegnerà per circa 5 anni e coprirà una lunghezza di 50 mila chilometri. Ora è “solo” al primo anno e in questo momento dovrebbe trovarsi in Malesia.

Ieri, senza conoscerlo, pensavo a quanto sarebbe affascinante attraversare i Paesi e i continenti camminando. La lentezza del viaggio serve a farci cogliere tutte le sfumature tra un confine all’altro, lontano dal “salto” culturale e temporale che invece si fa in aereo.

Certo, ci sono la macchina, la bici, i treni eccetera, ma a piedi ogni passo compiuto acquista importanza e il motore è semplicemente ogni muscolo del nostro corpo. O forse no: il vero motore è nella mente, nei pensieri, nei sogni e negli occhi.

Persone, città, paesi, campagne, deserti, ghiacciai. Tutto quanto c’è da vivere al mondo lo si vive, a piedi. Complimenti a Mattia e un grosso in bocca al lupo per questa impresa che mi affascina particolarmente. Sul suo sito, ovviamente, trovate i suoi reportage, le sue emozioni e le difficoltà che sta affrontando… buon viaggio!!!

Percorso di Mattia

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7 pensieri riguardo “Giro del mondo… a piedi: Mattia Miraglio

  1. L’ha ribloggato su Sognatore Fallitoe ha commentato:
    Spesso penso che mi piacerebbe tornare indietro nel tempo ma con le idee e la filosofia che ho ora,
    così invece di perdere tempo nei locali chiassosi intraprenderei innumerevoli avventure di questo tipo, sfruttando al massimo l’età in cui ci si può permettere di essere spensierati, prima che la vita arrivi a esigere serietà, prudenza e attenzione a non uscire mai dal sistema.

    Forse chissà… imposterei la mia vita diversamente. Forse farei un lavoro stagionale per passare il resto dell’anno a zonzo come un barbone con lo zaino in spalla. Forse… ma ad essere sincero devo ammettere che in fondo sono un topo da ufficio. Penso che alla fine, dopo un po’ di avventure, cercherei sempre la stabilità di questo tipo di vita che stop già conducendo (pur con la noia come rovescio della medaglia).

E tu che ne pensi? :)

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