Stand-by: modalità attesa

È una condizione che non mi piace particolarmente, anzi che non sopporto proprio. Eppure quante volte ci capita di sentirci in Stand-by? Per lo meno a me, è capitato almeno un centinaio di volte.

Mi sentivo così al liceo, quando mi sembrava interminabile ed ero solo in terza. Mi è capitato con le mie storie d’amore che d’amore avevano ben poco. Mi è capitato quando lavoravo in ufficio. Mi è capitato quando c’era di mezzo una malattia. Mi sta capitando ora che non so bene che ne sarà della mia vita.

Non è che sia del tutto negativa come situazione, per lo meno quella attuale, perché quando si è in Stand-by è possibile comunque migliorarsi, avere tempo per riflettere, fare progetti e poi ripartire alla grande. Ma la condizione di attesa presuppone sempre un attore secondario, fuori da noi: che sia il responso del medico, una risposta del datore di lavoro, un invito a cena, qualcosa o qualcuno che aiuti il tempo a passare in modo produttivo. Presuppone una risposta insomma… qualsiasi sia la domanda.

È una condizione mentale, che forse sarebbe bene allontanare nel momento stesso in cui la avverto, eppure non ci riesco. Un estenuante affacciarsi alla finestra per vedere che cosa è cambiato nel mondo, sperando che qualcosa sia cambiato così come cambia dentro di me. E dentro di me cambia a una velocità supersonica!

Ahimè, credo che sentirsi in Stand-by faccia parte del mio essere, perché ogni volta che mi arriva una risposta sono già pronta con almeno due o tre domande di importanza esistenziale. Pazienza. Nel frattempo, vivo. E cerco di farlo al meglio, almeno 🙂

o.258040

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8 pensieri riguardo “Stand-by: modalità attesa

  1. Secondo me è una cosa talmente normale che azzarderei a dire che in fondo tutta la vita è così: tutto un lungo stand-by, un “miglio verde” (hai visto il film?), dove ogni tanto interviene qualche cosa a darci l’illusione che non sia così. Cose importanti ma che in fondo sono fini solo alla vita stessa… quindi sono un…un cazzeggio che ci distrae dalla noia.

  2. come hai detto, è una condizione mentale, che personalmente non sento più,adesso avverto molto più il “divenire” come valore, ciò non significa che abbia serie prospettive future, o non necessiti di risposte, ma penso che rallentare il proprio metabolismo da emozioni e aspettative possa dare quella spinta di resistenza in più, in questa sorta di maratona. pensiero personale

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