10 cose che amerei dell’Italia (se vivessi all’estero)

Non che io non ami già questo nostro Paese, anzi. Sono una grande fan e sostenitrice dell’Italia e, soprattutto, degli italiani. Tuttavia sono certa (mano sul fuoco) che se vivessi all’estero tutto ciò che amo del Bel Paese diventerebbe passione sfrenata e non vedrei l’ora di tornarci ad ogni vacanza, esattamente come ora non vedo l’ora di andarmene all’estero, fosse anche per un solo weekend.

Abitando in Italia, però, è inevitabile avere una visione più realistica e obiettiva e, ahimè, brutale del nostro Paese. Tutto ciò che amo del posto è come infangato, sporcato, opacizzato da ciò che, malgrado noi, ci caratterizza.

1. Il Bel Paese e i suoi paesaggi. Mettono allegria con i loro colori vivaci, con la loro varietà che non si allontana mai da una bellezza mozzafiato, che sia mare, montagna o collina, Toscana, Trentino o Sardegna. Dal Nord al Sud, non mi stancherei mai di scoprire angoli nascosti che come uno schiaffo ti colpiscono all’improvviso e ti fanno innamorare. Vista da fuori, l’Italia è qualcosa di meraviglioso, punto di incontro tra tradizione, storia e modernità.

Sunset in Florence2. Le sue città di arte e cultura. Non abbiamo rivali, diciamolo: Firenze, Roma, Napoli, Venezia sono solo alcune delle città meravigliose che ci riportano indietro nel tempo, quando l’Italia godeva di una reputazione ottima in tutto il mondo. L’Italia come potenza culturale, depositaria di un sapere e di un’arte impareggiabili. Vivendo qui, sono rimasti i monumenti con il loro fascino, ma è inevitabile osservare da vicino anche il nostro declino: Terra dei fuochi, Mose, appalti, condoni, discariche all’aperto, poli produttivi abbandonati. Parliamo di corruzione?

3. La lingua italiana. Questo è proprio un amore viscerale su cui ci ho costruito una professione (redattrice) e su cui ci sto costruendo un’altra professione (docente di italiano L2). Se non è amore questo… Credo che se vivessi “abroad” non vedrei l’ora di parlare con i miei connazionali anche solo per perdermi nei labirinti delle sfumature di significato che sappiamo dare alle parole e alle intonazioni. Abitando qui, vedo la lingua utilizzata per lo più come strumento tagliente e depositaria di loculi nascosti in cui giace l’inganno verso il prossimo.

a13802524. Il clima. Adoro le stagioni e il loro variare, al contempo non amo gli inverni troppo lunghi e rigidi, ma amo le primavere lunghissime. Il clima mediterraneo di cui godiamo, specialmente sulle coste, è qualcosa di unico. Unito al paesaggio di cui al punto 1. Certo, se ci vieni in vacanza è meglio, così eviti le “bombe d’acqua” ma soprattutto eviti i disastri ambientali che inevitabilmente causano, vista l’amministrazione pubblica, e il seguente dibattito su chi dare la colpa e su chi ha più colpa. Generalmente tutti restano impuniti, comunque.

5. La sanità pubblica. Parlando con persone che vivono, per esempio, negli Usa, capisci quanto sia importante un sistema sanitario pubblico e non privato. Lasciando perdere le piccole malattie di stagione, se hai bisogno di un’operazione importante (ma davvero importante) l’ospedale ti accoglie e non paghi nulla. Forse il problema sorge con i malanni più “normali” o con malattie “croniche”. Liste di attesa infinite, medicinali che per magia non passa la mutua (chissà perché), chemioterapie nebulose… Meglio stare in salute, quindi, qui e nel resto del mondo.

6. La giurisprudenza italiana. Non me ne intendo molto, ma so che i nostri Codici sono tra i più completi, giusti e autorevoli. Peccato che sono anche la sede di tutti quei cavilli che rendono la nostra giurisprudenza impraticabile. Avvocati, giudici e pm sono depositari di un sapere “tecnico” in cui è impossibile ormai trovarvi la logica del “buon senso”. Vogliamo parlare delle sentenze della Cassazione, per esempio? No dai.

foto-rif-stella7. Il sistema assistenzialista. Visto da fuori, può sembrare il paradiso in terra: per qualsiasi problema tu hai, subentra lo stato. La ditta va male, c’è lo stato; sei malato, c’è lo stato; sei invalido, c’è lo stato; non hai lavoro, cerchi un lavoro statale. Il problema è che questo sistema vale solo per pochi e sta marcendo fino all’osso. Non è difficile capire il perché. Parliamo di corruzione anche qui, per esempio?

8. La scuola italiana. Il potenziale del nostro sistema scolastico è infinito. Abbiamo eccellenti menti per eccellenti ricerche, eppure è uno sfascio. Alla mia epoca, la professoressa di italiano non sapeva l’italiano, quello di matematica era ossessivo-compulsivo incapace di insegnare e quella di arte non conosceva la storia dell’arte. Tutti inamovibili dalle cattedre, ovviamente. Ma parliamo di università: quali e quante sono le università italiane in cui è possibile fare carriera accademica solo per merito? Fatemelo sapere.

9. Il Sud-Italia. È un mondo da scoprire, una commistione di storia antica, valori tradizionali e arte culinaria (che merita un posto a sé). Un fascino unico. Eppure è impossibile parlare di questo mondo senza fare riferimento anche ai poteri forti o deboli che stanno sotto la superficie del quotidiano. Si chiamano mafia, camorra, ‘ndrangheta, agiscono nelle alte sfere del parlamento, nei consigli di amministrazione del nord, ma anche e soprattutto nei piccoli paesi. Se vivi qui, è un reato non conoscere e non denunciare anche questa storia tutta italiana.

lasagne10. La cucina. Difficile trovare posto in cui si mangia meglio. Per qualità e varietà. Certo ,anche all’estero si può mangiare bene, ma rendiamoci conto: se per pranzo suonassi il campanello di una casa qualsiasi in un qualsiasi paesino dell’Emilia, per esempio, potrei mangiare cose talmente buone che nessuno chef stellato può mai raggiungere. Eh già, come dico sempre io, gli italiani vivono per la buona cucina, fa parte di loro e della loro forma mentis. O almeno, fa parte della mia: se in un qualsiasi posto del mondo non riesco a mangiare bene, allora non vale la pena andarci. E sono convinta che chi apprezza la buona tavola (di qualsiasi tradizione culinaria) sia una persona migliore di chi non lo sa fare 😉

 

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8 pensieri riguardo “10 cose che amerei dell’Italia (se vivessi all’estero)

  1. Se posso correggerti, la giurisprudenza da amare è quella romana. Quello che c’è di meraviglioso e giusto nei nostri codici lo hanno pensato Irnerio e Bartolo in pieno medioevo studiando quelli che per loro erano i sacri testi del Corpus Iuris. Siamo stati la culla del diritto – e quanto poteva essere commovente una lezione di diritto romano all’Università non riesco neanche a spiegartelo – e adesso rischiamo di essere la sua tomba.
    E’ sempre bello leggerti, grazie 🙂

    1. Hai ragione, siamo sempre là… gli antichi… 🙂 Grazie mille a te, sei sempre più che benvenuta, anche per me è bello leggere i commenti come i tuoi!

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