Tre giorni a New York non bastano, ma…

lo sapevo. Io lo sapevo. Sapevo che New York mi avrebbe colpito, ma non pensavo mi avrebbe anche affondato. Col suo fascino, intendo. Ci sono rimasta solo tre giorni, che sicuramente sono troppo pochi per vedere tutto quello che la “grande mela” offre, ma vi assicuro che bastano per assaporare un po’ il suo “gusto”, la sua atmosfera, la sua danza.

Mi aspettavo una città fredda e frenetica, una Milano elevata esponenzialmente verso il cielo, in più senza storia. Ignorante che sono! Mi sono ritrovata in una metropoli dal carattere deciso ma quieto, veloce ma umano, duro come l’acciaio ma accogliente.

Certo, se si va a New York per vacanza si ha il privilegio di osservarla da un’angolazione particolare, esterna, ma non per questo meno vera. E proprio da esterna, dopotutto, ho potuto cogliere quelle sfumature che un newyorkese per forza di cose ha già fatto sue, interiorizzandole, senza più meravigliarsene.

Tre giorni non bastano, ma quello che ho visto mi ha stupito: sì, la frenesia di una grande metropoli c’è, il traffico caotico pure, il rumore anche, ma mi aspettavo che questo coincidesse con qualcosa di  respingente, almeno per me. Quello che ho trovato, invece, è stato ordine, pulizia, vivacità.

E ho avuto la fortuna di passare una serata con chi New York la vive quotidianamente, da anni. Solo nella “città dove tutto è possibile” poteva accadere di rincontrare una persona dopo 15 anni e di sentirla più vicina che mai, come se non fosse una cosa così straordinaria come in verità è. Così come è New York: accogliente e straordinaria, al di là di ogni aspettativa. Ti abbraccia e ti lascia con un senso di gratitudine e con la voglia di rivedersi presto, anche se non si sa davvero se e quando.

Si respira la voglia di fare di ciascun abitante di New York. La si avverte come una patina che ti avvolge nel momento stesso in cui cammini per i suoi immensi marciapiedi. Avverti la concentrazione di ognuno, di qualsiasi etnia sia, la voglia di realizzarsi come persone, senza dimenticarsi chi si è.

Si avverte che la vita non è semplice, non è rilassata e non è nemmeno scontata. Tuttavia è in equilibrio. Insomma, se uno sogna di fare il contadino in campagna non va certo a vivere a New York, è ovvio, ma se si sogna di avere un lavoro in cui si viene riconosciuti per la propria professionalità, se si sogna una sfida all’altezza dei propri sogni, se si sogna un sogno… allora New York è la città giusta.

In tre giorni si vede ben poco, ma nonostante la mancanza di tempo sono riuscita a vedere l’essenziale: la vista mozzafiato dell’Empire State Building, Ground Zero, la Statua della Libertà.

Tutte e tre mi hanno offerto emozioni uniche, ovviamente, quelle che ci si aspetta da New York, ma quella che mi ha fatto commuovere è la Statua della Libertà. La conosciamo tutti, no? Eppure questo simbolo, così celebre, nasconde ancora nella sua magnificenza tutto il suo significato. Ed è potente. È molto più potente di una guerra. È uno schiaffo all’indolenza, al pessimismo e alla passività.

Che dire poi di Ground Zero… Se non si ha 20 anni, ci si ricorda di quel giorno come se fosse ieri. Forse lo avvertiamo più come storia, oggi, ma non se si cammina a fianco di quelle fontane, di quei nomi, di quel “vuoto” riempito da morte e rinascita insieme.

E, infine, vi lascio con quel magico sapore della vista dall’alto che offre l’Empire. È tutto qui, in questa visuale. Tre giorni non bastano, ma qualcosa di grande mi è rimasto dentro al cuore, ed è subito nostalgia.

 

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20 pensieri riguardo “Tre giorni a New York non bastano, ma…

  1. Magnifico, bel post e belle foto.
    Ma non mi piacciono molto i discorsi della serie “l’erba del vicino è sempre più verde”.
    Sicuramente è meglio essere nati a Milano che in Burkina Faso, meglio a New York che a Milano…..ok… però anche a New York ci sarà qualcuno che piange, chiuso nel suo appartamentino, no?

  2. Bellissima! Ci sono stata, anni fa, in vacanza una settimana e, anche se era gennaio e faceva freddissimo, mi ha colpito! La cosa che mi è rimasta più impressa è stata Times Square, di sera, con le sue luci abbaglianti. Spero di tornarci presto!

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