Film: “Secretary” (senza alcuna sfumatura di grigio)

51LjlunuIjL._SY300_Leggendo i commenti di tutti gli insoddisfatti delle “50 sfumature“, film o libro che sia (entrambi a me sconosciuti), mi è venuto in mente un film che ho visto anni fa e che getta un po’ di luce su tutto questo grigio sfumato. Aggiunge luce, colori e arcobaleni, a dirla tutta.

Il film “Secretary” è del 2002, il regista è Steven Shainberg e gli attori principali sono Maggie Gyllenhaal (magistrale!) e James Spader (idem!) Non aspettatevi un genere commerciale, ma qualcosa su cui riflettere e mi pare che ce ne sia bisogno, visto i botteghini dei cinema di questi giorni.

È lento, ma non troppo, fa sorridere parecchio, incute un senso di inquietudine e allo stesso tempo è liberatorio. Se amate il lieto fine, poi, non sarete delusi. La differenza principale con le “50 sfumature” è che qui non si tratta di stuzzicare voglie pruriginose negli spettatori, bensì di andare a toccare qualcosa di più profondo e, a tratti, spaventoso per ciascuno di noi.

Il titolo del film anticipa che si narra la storia di una segretaria, Lee Holloway, e del suo capo, Edward Grey (mi accorgo sola ora che il grigio ritorna!). Una storia che si snoda nel loro strano rapporto, che giorno dopo giorno sfocia in qualcosa che nemmeno i due protagonisti riescono a spiegare. Un rapporto fatto da disagi male interiorizzati che spingono per emergere. Un rapporto che dal disagio si trasforma in libertà e scardina tutti i luoghi comuni dei benpensanti spettatori.

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Abbiamo qui un capo con una elevata posizione sociale e una segretaria un po’ sfigata. Abbiamo qui una persona che sa decisamente che cosa vuole e un’altra, inquieta, che non ha capito bene da che parte stare. Ma non è tutto così scontato come sembra: i personaggi mescolano le carte in tavola ed è difficile stabilire chi è che comanda… (come nella vita di tutti quelli che si definiscono “normali”).

È vero che chi lo guarda può pensare “Sono due disadattati”, ma se non si hanno le fette di salame sugli occhi è possibile andare oltre la storia e cercare un significato un po’ più profondo della superficie, andando a scavare nelle pulsioni e nell’essenza stessa delle persone, al di là di fruste, soldi, personaggi costruiti ad hoc da una visione consumistica del sesso, dell’amore, delle donne e degli uomini.

Un film molto più reale di tanti altri, coraggioso e decisamente positivo. E sì, c’è il sadomaso, c’è la sottomissione e c’è la dominazione, ma non si tratta qui di giochi modaioli, bensì di una consapevolezza sessuale ed esistenziale che può essere – per tutti – dolorosa ma necessaria.

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3 pensieri riguardo “Film: “Secretary” (senza alcuna sfumatura di grigio)

  1. Sono dell’idea che in tutte le coppie ci sia uno più forte di carattere e l’altro più accondiscendente ma tutto questo lo considero “normale” se questa differenza tra i 2 non è eccessiva (anche il significato di “eccessiva” è personale).
    Ma ho conosciuto coppie in cui si nota una differenza abissale tra i 2 e credo (credo) che questo favorisca la nascita di giochi sadomaso.
    In realtà ,a pensarci bene, non so se davvero sia così: ho una coppia di amici che m’hanno fatto capire di apprezzare giochi sadomaso ma tuttavia sono una delle coppie più equilibrate (come ruoli, come poteri decisionali) che io abbia mai conosciuto.

    Non so, non me ne intendo di sadomaso… e nemmeno mi piace.
    Alla luce di quanto io stesso ho scritto (mi stanno venendo le idee mentre scrivo) credo che l’abbinare la coppia formata da “figo/a+sfigato/a” alla tendenza sadomaso sia un errore (errore commesso anche dai registi, magari commesso volutamente per dare al pubblico ciò che desidera pensare). Credo invece che in quelle coppie si formi un meccanismo di sottomissione vera che ha ben poco a che fare col sesso e l’amore.
    Credo invece che le coppie veramente amanti del sadomaso siano quelle in cui le 2 persone si rispettano profondamente.

E tu che ne pensi? :)

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