Lunedì mattina a casa, disoccupata

child-164211_640Ho sempre odiato questo giorno della settimana, come mezzo mondo credo, ma da quando sono disoccupata ha un sapore diverso. Non è nero, oscuro e buio come lo era quando lavoravo, è semplicemente grigio, fumo di Londra direi. E piove anche se fuori splende il sole.

La mattina del lunedì da disoccupata, metto da parte ogni proposito di bilancio della settimana, della giornata e della vita, poi faccio qualche faccenda in casa e poi ripenso magari a ciò che ho visto e sentito nel fine settimana. Ebbene, non è un caso che le frasi che più ricorrono nella mie mente siano le seguenti:

• Viviamo insieme da 10 anni, ma siamo precari entrambi, non abbiamo contratto e il mutuo non me lo concederanno mai;
Sono stato licenziato la settimana prima di Natale, avevo un contratto indeterminato. Ora c’è una causa in ballo, ma il problema è che anche la mia compagna ora è a casa, non le hanno rinnovato il contratto;
• Ma tu stai lavorando? No, sono a casa ormai da un anno e mezzo. Per ora studio, faccio volontariato, cerco di riqualificarmi. [Questa sono io];
• Spero che con l’Expo salti fuori qualcosa anche per me, ad agosto spero di lavorare;
• No, non ho trovato ancora niente, il colloquio sembrava essere andato bene, invece…;
• Sì, ora lavoro, ho un contratto di tre mesi.

Certo, penserete che esco con una manica di sfigati, ma non credo: il melting pot delle mie serate comprendeva giovani, meno giovani, qualificati, meno qualificati, un medico, alcuni professionisti. Eppure questo fil rouge che emerge fa spavento.

broken-guitarSolite cose, viviamo il presente e ci accontentiamo di una birretta in compagnia, purché sia allegra e lo è stata. Buona la prima, insomma. E va bene. Ma non trovate che ci sia qualche nota stonata? Uno strumento impazzito in un’orchestra funebre? Una sorta di squarcio in un bellissimo affresco dell’800?

È lunedì, l’ennesimo lunedì in cui il presente prende tutto il posto che ha nella testa, non lasciando spazio ad alcun futuro. Può essere un bene. Nel bene e nel male.

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15 pensieri riguardo “Lunedì mattina a casa, disoccupata

    1. Ahahah! Ma tu sei indubbiamente tra i giovani 😉 Però non rientri nelle categorie summenzionate, tu sei un ricco portatore di contratto di lavoro in via di estinzione 😛

  1. “1 anno e mezzo”, “riqualificarmi”, “milano”…
    Secondo me il miglior modo per guadagnare “punti”, cioè per diventare più appetibile è… lavorare (meglio se in tante aziende).
    Quindi ti chiedo: non guadagnare per non guadagnare, hai mai pensato a proporti gratis (o al massimo con rimborso spese)?? Milano è piena di filibustieri schiavisti…!
    Sicuramente a nessuno piace alzarsi ogni mattina per far diventare miliardario un già milionario, ma piuttosto di fare l’N-esimo corso (magari quelli proposti dai centri orientamento lavoro), il miglior corso che si possa fare è l’esperienza sul campo, girando più aziende possibile (esattamente l’opposto di ciò che si desidererebbe) per fare più esperienze e diventare conoscitore di più punti di vista, più idee, più soluzioni, ecc e anche di più persone per allargare la rete di conoscenze.
    Per questo ultimo scopo (allargare la rete di conoscenze), il fatto di lavorare gratis è un aiuto: senza la paura di perdere il posto ci si sente più la possibilità di esporsi, alzare la mano, lanciarsi a capofitto in situazioni che permettono di far sentire il nostro nome. Se invece si ha attaccamento al posto si preferisce restare in ombra per non rischiare.

    Questo mio commento può forse irritarti, ma non prenderlo come una provocazione. Prendilo come un punto di vista alternativo. Un “pensiero laterale”.

    1. No, non mi irrita, capisco il tuo punto di vista e lo accetterei se avessi 10 anni di meno e se non avessi gia’ fatto quel percorso. Di anni ne ho 37 e ho lavorato in decine e decine di aziende, in editoria. Ora basta. Esperienza ne ho. Quello che sto facendo e’ cercare di cambiare settore, con certificazioni e master in insegnamento di italiano a stranieri e in un certo senso sto ancora lavorando gratis…ma facendo volontariato e arricchendo il prossimo e me stessa con altro che non e’ denaro 🙂

  2. Mi sento un pò in colpa e un pò stupida perché, ad essere sinceri, ogni lunedì io sogno un lunedì diverso: il tempo per andare al mercato, fare un dolce, iniziare con calma… E invece corse, affanni, stress e di tutto di più, eppure so che è un ‘tutto’ abbastanza prezioso che mi mancherà (non in sé, ma per quello che rappresenta) quando non ce l’avrò più. Io penso, però, che questo ultimo tuo anno ti abbia insegnato una cosa fondamentale che a molti di noi sfugge: la qualità della vita, migliorarla, apprezzarla. Una birretta allegra, l’arte di vivere un giorno per volta, l’abilità di crearsi una nicchia nel grigio (che forse è comunque meglio del nero). E ‘riqualificarsi’ è sempre un ottimo punto di partenza, Bia… 🙂 :*

    1. Assolutamente sì!! Infatti sono felice di come siano andate le cose e auguro a tutti di riscoprire le piccole gioie quotidiane, che necessariamente non vengono mai dai lavoro…! E poi è vero, il grigio è molto meglio del nero 😉

  3. mi auguro che tu non perda la speranza!
    …ti faccio un grosso in bocca al lupo e aspetto presto un post dal titolo “il mio lunedì di lavoro!”
    Ciao!

    1. 🙂 Grazie cara! La speranza no, non la perdo, anzi, sono anche abbastanza positiva, speriamo di rimanere così e che per tutti migliorino un po’ queste condizioni di mala-occupazione…
      Ciao, un abbraccio!

  4. ma no dai… non fare così che fai piangere di miseria anche me… prendi il treno, fuori c’è il sole, andiamo al parchetto! Ci piangiamo sulla spalla, ma con moderazione, e la vita ci sembrerà migliore.. dai!

    1. Ahahah! E hai ragione anche tu cara, ormai mi sono abituata a questi lunedì che non ne sento nemmeno più tutta l’amarezza e butto giù pensieri in libertà. Però il peso lo sento: hai presente il peso che solo le ferrovie nord regalano??? 😀

E tu che ne pensi? :)

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