Per terra e per mare

Ricordava bene la notte del naufragio, quando la tempesta l’aveva costretta a rimanere ormeggiata a uno scoglio, con la barca distrutta ma galleggiante. Restò lì. Giorno dopo giorno imparò ad amare gli orizzonti davanti a lei e a farseli bastare per i suoi sorrisi.

Passarono gli anni, tra illusioni immobili e rassicuranti, finché si accorse che lo scoglio salvatore era diventato parte delle sue stesse ossa. Ma la prigionia non era fatta per lei. Decise di abbandonare scoglio e ossa. Con fatica e con immenso dolore si divincolò e si ritrovò in mezzo al mare, molle come una medusa, con il respiro che mancava e il terrore degli abissi.

Una rabbia mai espressa fu il motore di ogni bracciata. La luna, il sole, le stelle e le onde furono la forza che ancora oggi la spingono felice da un’isola all’altra.

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2 pensieri riguardo “Per terra e per mare

  1. Deliziosa metafora di vita. Tutti siamo naufraghi e ognuno approda da un’isola all’altra giudato …forse dal fato? mah! Sicuramente fra i tanti motivi spadroneggia il desiderio di “salvezza”. Buona giornata.

E tu che ne pensi? :)

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