Non c’è un perché

C’era una volta un puntino nero, piccolo e minuscolo, ma intenso come l’oscurità dell’universo. Guardava incessantemente tutti i colori intorno a sé, pensando a quanto fossero belli, irreali, luminosi, diversi. Diversi da lui. Era così impegnato a capire e a scovare tutte le sfumature, che non si accorse di un altro puntino nero che, da lontano, lo osservava.
«Dovresti unirti alla loro danza», disse il secondo puntino nero. «Sembrano lontani, ma se ti muovi in cerchio, velocemente, riuscirai ad avvicinarli e a conoscerli meglio»
Chi era costui, che cosa voleva? Era così nero e piccolo che poteva passare inosservato. Proprio come lui, il primo puntino. E poco dopo che lo localizzò, scomparve.
Il puntino nero, il primo, ci pensò un po’ prima di decidersi timidamente a muoversi e a seguire il consiglio. Fece un primo cerchio, poi un secondo, poi un terzo, fino a girare in una spirale vorticosa dove l’unica cosa che riusciva a distinguere non erano più i colori, le sfumature, le luci… ma una melodia. E pianse.

 

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2 pensieri riguardo “Non c’è un perché

    1. Cara Mrs Juliette, grazie mille del messaggio!!! Non credo di scrivere così bene, ma mi prendo i complimenti e ti ringrazio ancora, lusingata 🙂
      Vado subito a leggere il tuo racconto, baci!

E tu che ne pensi? :)

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