Stati Uniti, viaggio nell’Ovest: Zion, Sequoia e Yosemite National Parks (4)

Lasciamo quindi alle spalle il deserto, per immergerci nella natura più incredibile che abbia mai visto. Il primo parco che incontriamo, e non era previsto, è lo Zion. Il programma di viaggio prevedeva di raggiungere Las Vegas direttamente da Page, percorrendo circa 430 km (270 miglia) in quattro ore e mezza.

Certo, se non fosse che il navigatore ci ha fatto una bella e gradita sorpresa, facendoci passare per questo parco che ci ha subito avvolto nelle sue meraviglie. Già prima di entrare un’aquila gigante ha pensato bene di accoglierci durante il suo pasto (con un daino, credo) e, poi, superato l’ingresso del parco (20 dollari a macchina) si è aperto davanti a noi un’immenso paesaggio dolomitico, ma di colore rosso! Io non lo so come dal deserto siamo passati a questo straordinario scenario, ma è così.

Terra e rocce rosse ci hanno accompagnato nella “traversata”, con alberi, fiumi, campeggi, animali, pochissime persone (in estate credo sia affollato) e tanto silenzio. Io e il mio compare eravamo già innamorati di tanta magnificenza, stavolta più “verde” dei paesaggi che avevamo visto fino a quel momento, ma abbiamo deciso di continuare la nostra rotta verso Las Vegas, una città nel deserto che sembra messa lì per ricordare quanto possa essere brutta la vita 😀

Ora faccio una parentesi: se non siete curiosi e non vi importa di Las Vegas EVITATELA. Noi siamo arrivati circa alle 19, abbiamo fatto un giro, nanna e poi siamo fuggiti di corsa. No, non ci è piaciuta, no, lo spettacolo delle luci non è affascinante, no, non ci siamo divertiti, no, non giochiamo al casino, no, non c’era bella gente. Quindi io la sconsiglio, ma poi sta a voi.

Il giorno dopo siamo partiti da Las Vegas per raggiungere il Sequoia National Park. Un viaggio impegnativo di oltre 6 ore, macinando circa 620 km (386 miglia). Già poco prima di arrivare le foreste sembrano avvolgerti e gli alberi cominciano a essere decisamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Non puoi non viaggiare con il muso in su per capire se mai avranno una fine quelle cime!

Arriviamo nel cuore del parco (all’ingresso vi viene sempre fornito materiale e mappe con cui orientarvi, dopo i soliti 20 o 25 dollari) e la neve inizia a fare capolino. Freddo! Visto che era sera e il viaggio era stato impegnativo, decidiamo di coccolarci e di soggiornare al Wuksachi Lodge: con una spesa di 100 dollari abbiamo dormito in mezzo ai giganti e… agli orsi! Non ne abbiamo visto uno, sia chiaro, ma il pericolo di incontrarli era talmente reale che ci hanno subito avvertito di comunicare qualsiasi avvistamento 😀

Sembrava di stare in una cartolina, in un film o in un cartone animato, non lo so. Un “rifugio” con tutti i comfort ma silenzioso, discreto, con poche camere, in mezzo alla foresta. Ti forniscono anche una torcia per la sera, per raggiungere le camere a 200 metri di distanza. Dai… quando mi ricapiterà? La sera abbiamo cenato nel loro ristorante (non che ci fosse alternativa) e abbiamo gustato i migliori piatti di tutta la vacanza, annaffiati da buon vino californiano a soli 36 dollari. troppo bello per essere vero, ripensandoci, e invece…

Il giorno dopo visitiamo le “Giants“, le giganti, con l’imponente tra gli imponenti, il Generale Sherman. Una passeggiata tra queste sequoie che hanno dai 1000 ai 6000 anni, con un sentiero pavimentato a prova di sedia a rotelle, il silenzio, il respiro di questi alberi che definirli tali sembra quasi riduttivo. Spiritualità e riverenza sono i sostantivi giusti.

Nel pomeriggio si riparte, destinazione Yosemite National Park. Decidiamo di dormire a Mariposa (dopo 152 miglia, 250 km circa, in due ore e trenta), una località che si trova a circa un’oretta dalla Valley del parco (il “centro”) e fermiamo una stanza allo Yosemite Inn (link di Tripadisor), che a quanto pare era il più economico della città, ma non sono sicura (mi sono fidata dell’omino dell’ufficio turistico, proprio a fianco del motel).

Abbiamo cenato al Charles Street e abbiamo avuto modo di gustare un’ottima cena, smentendo così le dicerie sui gusti degli americani. Certo, sui maccheroni ci mettono una bistecca, ma se siete accorti nella scelta mangerete carne di ottima qualità e ottimi contorni.

Il giorno dopo è dedicato alle bellezze naturali del parco. Lo raggiungiamo in auto e sfida vuole che fosse domenica, c’era un po’ di gente (non eravamo più abituati a più di 5 persone nel raggio di 10 km!). Ma il parco è immenso e i paesaggi davvero mozzafiato, ancora una volta. Lo so, sono ripetitiva e tenete conto che, tra le immagini, nessuna e dico nessuna rende giustizia…

Dedichiamo un bel po’ di ore alle passeggiate e poi torniamo, sapendo che dal giorno dopo saremmo tornati nelle vie cittadine, a San Francisco, ma le sorprese naturalistiche non erano ancora finite… 😉

 

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7 pensieri riguardo “Stati Uniti, viaggio nell’Ovest: Zion, Sequoia e Yosemite National Parks (4)

  1. Abbiamo fatto lo stesso giro … anzi noi dopo giro a NY, siamo atterrati a Los Angeles, affittato macchina e fatto in macchina California, Nevada, Utah, New Mexico, Arizona, e di nuovo California. :mrgreen:
    Sto sognando di rifarlo ! ❗

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