Stati Uniti, viaggio nell’Ovest: Gran Canyon (2)

Da Los Angeles partiamo, quindi, alla volta del Gran Canyon. Grazie al fuso orario che ci “sballa” il ritmo veglia/sonno, la mattina ci svegliamo di buon’ora (fin troppo visto che alle 4.30 avevamo già gli occhi spalancati!). Doccia, preparazioni bagagli e via…

Non smette quella sensazione di meraviglia che abbiamo assaggiato fin sull’aereo: sappiamo che ci aspetta qualcosa di grandioso, a partire dal viaggio: 486 miglia (circa 780 km). Non sappiamo la destinazione finale, precisamente, perché prima di arrivare al Parco Nazionale del Gran Canyon vorremmo trovare un motel nelle sue vicinanze.

Lasciare Los Angeles significa stare in macchina almeno un’ora e mezza, tanta è la sua estensione. Per fortuna il traffico peggiore è nell’altra direzione, quindi ci armiamo di pazienza e partiamo che ancora è buio, verso le 6. È la prima lunga tratta ed è anche un banco di prova: sarà davvero piacevole come dicono la guida in queste strade? Reggeremo (soprattutto il guidatore)?

La risposta a tutte le nostre domande non tarda ad arrivare: appena usciti da Los Angeles ci accoglie immediatamente il deserto californiano. Distese infinite, strade infinite, cielo azzurro, pochissime macchine, natura e silenzio. Come può non essere una sorpresa per noi europei che scopriamo per la prima volta gli Usa?

C’è poco da dire sul viaggio, è volato, nonostante le molte ore di guida. Bastava guardare intorno per sentirsi privilegiati, vivi e meravigliati. Unico accorgimento: fare benzina ogni volta che il serbatoio arriva a metà: ci avevano allarmato circa la mancanza di distributori nel deserto, ma in verità è bastato fermarsi solo due volte. Velocità costante, zero traffico, strade dritte riducono moltissimo i consumi.

Arriviamo nei pressi di Williams (Arizona) verso le 13.30; è una graziosa cittadina a circa 50 miglia dal Gran Canyon. Ci fermiamo per chiedere informazioni all’ufficio turistico e decidiamo di fermare qui il motel per la notte. Il mitico Motel 6 fa al caso nostro: prezzo molto contenuto, camera enorme con due letti queen, pulita, bagno confortevole.

Ma non perdiamo tempo! Visto che le sette ore e trenta non ci hanno sfiancato (beato entusiasmo), proseguiamo nel pomeriggio per il Gran Canyon, che raggiungiamo dopo circa un’oretta (alle 15). Si pagano circa 25 dollari a macchina e, una volta entrati, si possono prendere i pulmini gratuiti che, secondo tre o quattro rotte, ti portano nei luoghi panoramici più suggestivi; oppure si può decidere di cercare da solo, in macchina, i luoghi più belli, ma in questo caso si procede su un’altra strada.

Optiamo per la prima e saliamo sul pulmino: traccia rossa. Scegliamo le fermate più importanti (come ci ha suggerito l’omino al punto informazioni), facciamo qualche camminata, cercando di riprendere fiato alla vista di questo Canyon che è impossibile descrivere. Bisogna essere lì per capire tanta maestosità, tanta bellezza sconfinata, tanta profondità. Le foto, purtroppo, non gli rendono giustizia neanche un po’.

È come essere di fronte a un’opera artistica infinita, il cui autore non può essere altro che dio o come volete chiamarlo. È davvero mozzafiato. Non se ne vedono i confini, e il Colorado spunta qua e là per ricordarci che è tutto naturale, che c’è vita anche qui.

Le temperature sono molto diverse da quelle lasciate a Los Angeles. Il vento è fortissimo e fresco, bisogna ripararsi bene.

Ad ogni modo, con i nostri soliti sorrisi a 54 denti, rimaniamo in quel luogo fantastico fino alle 19, poco dopo il tramonto, e poi riprendiamo l’auto. La sera la stanchezza si fa sentire più forte, ovviamente, ma Wiliams è il posto giusto per rintanarsi: piccola, accogliente, senza turisti o traffico (visto che è marzo), immersa nel deserto e, soprattutto, posta lungo la mitica Historic Route 66.

Optiamo per un ristorante messicano, uno dei tanti che incontreremo in questo viaggio, e poi di corsa a nanna. Perché il giorno dopo si parte ancora… alla ricerca degli indiani e di John Wayne 😉

 

 

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7 pensieri riguardo “Stati Uniti, viaggio nell’Ovest: Gran Canyon (2)

    1. Sì! Non credevo davvero che mi sarebbe piaciuto così tanto, assolutamente da fare per rendersi conto di quanto può essere immenso il mondo 😀

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