Parola del giorno: “Paralisi”

4086946211_65c4d60c91_oUn Paese paralizzato, l’Italia è paralizzata, il mercato del lavoro è paralizzato. Ieri, parlando con amici (3 su 4 sono disoccupati, me compresa), questo termine è stato il vero protagonista della serata. O l’antagonista, che dir si voglia.

Leggiamo, da bravi, che cosa ci dice il dizionario per scoprire che questo termine esprime davvero al meglio la situazione in cui ci troviamo. In cui mi trovo io, in cui si trovano i miei amici, in cui si trovano i giovani, in cui si trovano i lavoratori che ancora sperano in un futuro pensionistico felice, in cui si trovano i pensionati che, dimenticate le crociere e le vacanze, conservano i propri soldi per mantenere o aiutare i propri figli ultra trentenni.

Paralisi è perdita di sensibilità e mobilità…

io stessa sono ormai sorda e cieca nei confronti della burocrazia, delle possibilità fittizie, dei proclami urlati dei politici, delle speranze vendute con un network marketing. Le aziende sono sorde e cieche nei confronti dei diritti dei lavoratori o di chi aspira a lavorare. Io mi sono bloccata, le aziende pure, almeno in Italia. Solo i furbetti si muovono, di sicuro, in qualche paradiso fiscale. Altrove.

… di uno più muscoli, per lesioni delle vie nervose

più di un muscolo è bloccato, soprattutto nel cervello di certa gente ignobile che continua a somministrarci il medicinale veleno per guarire da questo cancro apocalittico. Ma la lesione più grave è nelle vie nervose della gente comune, della gente che deve pagare le tasse, le bollette, il mutuo, la macchina per andare a lavorare, le varie assicurazioni. Come si fa a restare sani? Impossibile. Si può vivere alla giornata, respirare, cacciare l’ansia, ma non è una vita sana.

Paralisi deriva dalla parola latina che sta per “rilassamento, allentamento“: che cosa si è rilassato? A parere mio si è allentato tutto il Paese, come se fosse arrivato a una buona posizione e avesse deciso di stazionare placido e flaccido sul trono della burocrazia e degli usi e costumi piccoli, truffaldini, laidi e omertosi.

Un Paese che ti insegna la vergogna dell’onestà è un Paese in coma irreversibile. 

Come si guarisce dalla paralisi cerebrale e istituzionale in cui siamo precipitati? Bisogna andare in cura, lontano dall’aria viziata che ci intossica ogni giorno, bisogna respirare la bellezza della vita (e, perdonate, ma “la grande bellezza” non sta niente affatto al cinema o a Hollywood), riprendere in mano la dignità e bisogna pretendere dignità ogni istante che passiamo su questa Terra. Non sono ammessi compromessi: va bene la stampella, vanno bene anche due stampelle, ma la paralisi NO.

 

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Dal Dizionario on line Sapere.it

PARALISI: n.f. invar., ant. parlasia n.f. [pl. -e] parlesia, paralisia  1 ( med.) perdita della sensibilità e della mobilità di uno o più muscoli, per lesioni delle vie nervose: paralisi spasticaflaccida | paralisi progressiva, affezione di origine luetica che colpisce il cervello | paralisi infantile, poliomielite 2 ( fig.) arresto, blocco della normale attività o funzionalità di qualcosa: paralisi del trafficodel commercio 

Dal lat. paral?si(n), dal gr. parálysis ‘rilassamento, allentamento’, deriv. di paralýein ‘allentare’.

 

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