Una vita vista mare, grazie

È quello che chiedo da sempre, a me stessa. Una vita vista mare. Non che mi serva per forza avere una costa vicina, troppo facile. Quello che chiedo è di poter ammirare il “non-confine”, l’infinito, di poter pensare “oltre” ma senza usare troppa fantasia, perché l’oltre è proprio di fronte a me.

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Se siete mai stati in mezzo al mare, su qualsiasi mezzo che galleggia, lontano dalla costa tanto che non la si vede più, avete già capito a cosa mi riferisco. È una sensazione introvabile quando si sta troppo con i piedi per terra, letteralmente. È una sensazione che spaventa, tanto quanto affascina.

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No, non ci sono ancora riuscita ad avere la mia vista mare. Pensavo che l’avrei trovata comprando una casa tutta mia, simbolo di un’indipendenza sudata. Muri che aspettavano solo di vedere declinarsi una vita ancora da scrivere e piuttosto giovane, muri che erano il simbolo della forza dei desideri, dei progetti, della determinazione. Non avrei mai pensato che questi muri un giorno mi sarebbero pesati.

Pensavo che la vista mare sarebbe stata automatica una volta raggiunta una certa sicurezza economica che mi permettesse di girare il mondo, pur sapendo di avere il mio posto nel mondo ben preciso. Anche questo sudato, voluto, sognato. Invece no, il mio posto nel mondo mi stava stretto come un vestito di tre taglie in meno e faceva intravedere tutti gli inestetismi del caso.

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Ho pensato che una vita vista mare fosse solo un sogno irrealizzabile di una tarda adolescenza che non se ne voleva andare. E ci ho rinunciato per anni. Rassegnata, stanca, vecchia dentro: ho smesso di voler vedere l’infinito perché mi faceva male. La mia inadeguatezza e la mia piccolezza di fronte a così tanta incertezza mi feriva nel profondo.

Ma non si può sfuggire a ciò che ci dà linfa vitale, ciò che ci fa sentire vivi. Riesce sempre, in qualche modo, a riemergere, non importa quanto profondo sia il luogo in cui abbiamo sepolti i sogni. Questi ritornano, a volte con estremo dolore, come fosse un parto, con un travaglio di mesi o anni. Ma alla fine tornano in vita.

E così ci si ritrova madri della propria stessa vita, di nuovo, anche quando non lo si sperava o non lo si voleva più. E quella vita vista mare che ho tanto cercato di raggiungere si riaffaccia al mio oblò. Mi chiede nuovamente di cercarla, di realizzarla. Se ne frega, in fondo, delle mie paure, delle mie incertezze quanto mai profonde, delle mie difficoltà. Se ne frega, lei può vivere solo con me e io posso vivere solo con lei. Inutile negarlo.

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Fa male, perché affiorano le delusioni dei fallimenti. I “se fosse stato diversamente” fanno a gara con i sensi di colpa per chi mi affossa di più. Avete presente, poi, un mare in burrasca? Si vorrebbe essere altrove, ben ancorati a terra, lontano. Avete presente quanta paura può fare?

Ma bisogna tornare al centro di se stessi senza troppe lamentele e cercare la vista mare. Niente scuse. Non importa se non si ha un lavoro, se ti senti derubata del futuro e del domani. Se ci penso bene, poi, quando avevo qualche certezza in più non ero felice.

Voglio una vita vista mare, non importa niente altro. La mia vita vista mare mette al primo posto i sentimenti. Che banalità, vero? Ma se ci penso bene non è poi così banale. Almeno non lo è per me. Ed è ancora più difficile. Una sfida che voglio vincere. E voglio abbattere questi muri, che in fondo non sono le quattro mura in cui vivo, sono solo dentro di me. E voglio vivere di scoperta, di apertura a 360°, non voglio mettere limiti. Il mare e l’oceano non li hanno, in fondo.

Voglio affacciarmi alla finestra e rimanere senza fiato, con gli occhi pieni di blu, per l’immensità che mi circonda e che mi compete, volente o nolente. Voglio solo lacrime di commozione, se proprio devono esserci. Voglio lavorare, in tutti sensi, solo per costruirmi la mia vita vista mare. E si comincia subito.

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11 pensieri riguardo “Una vita vista mare, grazie

  1. Quanto è bello.
    Io, in quei muri di una casa mia indipendente, ci vedo tutto. E, leggendoti, mi viene la paura che invece io stia cercando altro ma ho forse riposto tutte le mie aspettative lì perché immaginare qualcosa di più difficile sarebbe come ammettere che forse non ce la farò mai ad essere felice e soddisfatta.
    Chi lo sa. Ci penso spesso. La certezza economica non è tutto, ma in un mondo in cui tutto costa, non possiamo farne a meno.
    Ma i miei sogni, quelli da quanto tempo non emergono?
    Ho aperto la mia vita ad una mia passione, per ora è solo una piccola finestrella, ma forse un giorno diventerà tutto per me e potrò dire che ho fatto la scelta giusta.
    Non mi manterrò di canto o scrittura, però forse dedicherò a queste cose parte integrante della mia vita e farlo mi renderà più equilibrata di quanto non faccia uno stipendio ogni fine mese 🙂
    Una vita vista mare, che grande immagine!

E tu che ne pensi? :)

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