Un argomento imbarazzante: uomini e donne, il video

Imbarazzante perché chi ne parla in tv spesso lo fa solo per audience, pochissimi trattano l’argomento per amore della giustizia, della civiltà o della democrazia evolutiva (passatemi il neologismo). Fuori dalla tv se ne parla poco, come se la qual cosa non ci riguardasse e chi lo fa, di solito, è donna. Ben venga. Ma gli uomini dove sono?

Gli uomini, in questo caso, a mio parere si dividono in tre categorie:

1. i TROGLODITI, quelli che hanno comportamenti da denuncia, primitivi, arretrati, non evoluti, misogini. Quelli che è meglio stiano zitti o, se proprio, parlino solo con un bravo analista;

2. gli INDIFFERENTI, quelli che sono, sì, evoluti ma chissà come mai su questo argomento preferiscono tacere, come se non avessero cose da dire (ma come? Parlano di Putin, di analisi quantitativa, di psicosi dell’inconscio, di algoritmi infinitesimali, di alta sociologia, di politica, di chimica, di astrofisica eccetera e non parlano di questo argomento? Come mai?). Questi sono i più abbietti, perché ancora non ho capito la loro indifferenza e mi fa paura molto più dei trogloditi;

3. gli EVOLUTI, ossia persone normali che denunciano, parlano, si indignano, esprimono il proprio ribrezzo insieme alle donne, in quanto esseri umani che vivono il presente (non la preistoria, non l’illuminismo).

Azzardo a dire che raramente, molto raramente, certe categorie valgono anche per le donne nei confronti di questo argomento.

Di che cosa parlo? Del disagio che vivono le donne ogni santo giorno per il solo fatto di essere donne. E non è un problema del genere femminile, come a molti piace fare credere: è un problema che riguarda l’essere umano. Qui e altrove. E anche se il video che vi propongo oggi include la violenza, non è solo quella il problema: la violenza è solo la punta di un iceberg immenso.

Annunci

9 pensieri riguardo “Un argomento imbarazzante: uomini e donne, il video

  1. Bellissimo il video, ed effettivamente, secondo me, rende bene l’idea pur con qualche esagerazione (che cmq, ci sta). Il problema della discriminazione nei confronti delle donne c’è, è innegabile. Basta guardarsi intorno. Per esempio, quanti presidenti donna ci sono stati in Italia? e in America? Quanti femminicidi ci sono in relazione ai ‘maschicidi’? Quanto è sviluppata la mentalità (sia nei maschi che nelle femmine) “se un uomo scopa molte donne è un figo, se una donna scopa molti uomini è una put…? “. E si può andare avanti così ancora per molto…
    Il problema, come sempre, sta in diversi fattori: sociologici, psicologici, educativi. Come riflessione aggiungo: obbligata dall’uomo a non poter esprimere la sua rabbia (io ho notato molte donne che, quando si arrabbiano moltissimo, invece che diventare rabbiose, scoppiano a piangere) la donna ha imparato ad essere subdola e ad usare la seduzione come arma.
    L’uomo d’altro canto, impaurito dalla potenza sessuale della donna (che è maggiore di quella dell’uomo, c’è poco da fare, mi viene in mente la dea Kalì, la mangiatrice di uomini che rappresenta molto bene questa paura maschile) ha usato il marchio dell’infamia e la violenza fisica per sottomettere la donna. E, paradossalmente è riuscito ad imbrigliare la potenza sessuale che tanto lo spaventa (anche se gli si ritorce contro come seduzione, ma essendo stupido e arrogante non se ne rende conto).
    Questi condizionamenti secondo me sono vecchi di millenni. Riuscire a oltrepassarli non è cosa facile per nessuno, ma è possibile.

    1. Che bella analisi 🙂
      Credo anche io sia possibile superare questi condizionamenti, basta ricordare che “femminile” e “maschile” fanno parte di un tutto, non sono contrapposti, sono solo diversi.

  2. …scusate la lunghezza, ho dovuto dividere il commento 😛 Scena dell’uomo velato: ecco lì fa riflettere seppur attraverso il sorriso, è un problema forte ma appartiene al mondo musulmano. Ce ne sarebbe da discutere, su quello. Arriviamo alla violenza: brutta, brutta situazione… ma io non ho mai pensato per un momento “questo è ciò che avviene a una donna”. Ho provato empatia per quell’uomo (che ormai mi stava simpatico) così messo alle strette e vessato da quel branco di teppiste… l’imbarazzo della deposizione, il crollo nervoso… e poi la moglie così stronza che gli fa capire che se l’è cercata! Ma dai!! Poniamola al femminile: ma un marito così premuroso come sembrava quella bionda, davanti al pianto della moglie violentata, si comporterebbe in modo così crudele? Non credo proprio. Semmai è la gente intorno bigotta che farebbe la moralista a dire “vestita così se l’è cercata”. Però ecco, probabilmente se è un uomo a guardare questo video il messaggio passa. (quindi quoto Stellina). Ah, giusto per sdrammatizzare sul finale di questo mio interminabile intervento (che spero sia stato utile al dibattito): a me pare che se un bell’uomo passa per strada le donne si girano eccome a guardarlo e commentare 😉

    1. aaaah! scusa, avevo risposto alla prima parte dell’intervento senza avere vieto questa 😀
      Comunque è utile eccome sapere che c’è anche un punto di vista come il tuo, anzi, a dire la verità è una boccata di ossigeno. 🙂

  3. Ok, ora mi prenderete come una voce stonata fuori dal coro e magari mi guarderete anche male, ma… io non riesco a sentire questo problema. Cioè, ovviamente mi accorgo che nella società ci sono situazioni in cui le donne sono discriminate e oppresse, ma le vedo lontane da me, dal vissuto mio e del mondo in cui vivo… forse sono solo fortunata, ma questo “disagio di essere donna” proprio non lo sento. Sarà che vivo in una città piccola, tranquilla, ma per le strade mi sento sicura, ad esempio (ma pure quando abitavo a Milano, stavo all’erta perché abitavo in un quartiere malfamato ma l’avrei fatto anche fossi stata un ragazzo… che poi a me in 5 anni non è mai successo niente, mentre un mio amico è stato scippato sotto la minaccia di un coltello… chi dei due ora si sente meno sicuro, secondo voi?). Il video è molto ben fatto e sviluppa un’idea originale, ma su di me non ha funzionato: non mi ha fatto l’effetto di trasporre mentalmente sul piano femminile ciò che succedeva a quell’uomo. All’inizio le scene mi sembravano normali, un papà col passeggino, che c’è di strano? La donna a petto nudo mi ha fatto sorridere, lì ho capito il gioco del video (però ho pensato: vabbe’ ma uno che fa footing in città a torso nudo a me sa di esaltato… un po’ di decenza, su 😉 La scena di quella pazza che blaterava al semaforo nob l’ho capita benissimo ma se era una molestia, poteva benissimo essere rivolta ad un uomo (mi ha fatto venire in mente una zingara che tempo fa infastidiva un po’ tutti qua dalle mie parti).

    1. Be’ che dire… beata te! Purtropo io invece sento il peso di questo disagio dall’età di 5 anni. Ma ripeto, non lo sento come un problema di “genere”, bensì come un problema di mentalità retrograda. Bho, non so come spiegarlo, ma me lo sento appiccicato addosso da sempre…

E tu che ne pensi? :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...