Parola del giorno: “Rallentare”

city_street_night_lights_by_kg21«Mi manca il tempo per… Non ho tempo… Non posso… Non riesco… Appena ho 2 minuti…» Non sono scuse, quando rispondiamo in questo modo, spesso, dietro c’è la mancanza di tempo. O, meglio, di spazio. Spazio mentale. Perché con la parola “rallentare” voglio riferirmi alla “diminuzione di intensità“, o di ritmo, che non fa quasi mai nessuno.

Ecco, voglio fare un elogio a chi rallenta. Sia a chi lo fa consapevolmente sia a chi è costretto a farlo, scoprendone poi tutti i benefici. Lo sperimento ogni giorno sulla mia pelle: dopo una brusca frenata, ho temuto di andare indietro invece ho continuato a proseguire, ma andando molto, molto lentamente.

Il risultato è stato il tempo, ossia lo spazio dove ho potuto diluire meglio i pensieri. E Dio solo sa quanto ora mi sia difficile rinunciarci. Anzi, ho proprio un rifiuto viscerale: chiedetemi tutto, ma non di accelerare. E spero di riuscire a mantenere questo imperativo per sempre.

Perché una volta che ho rallentato il passo, ho avuto modo di guardare, osservare, capire il silenzio, valutare il mio sguardo allo specchio senza fretta. Sono felice? Questa cosa può fatemi felice? Queste persone mi vogliono bene? Ne vale la pena? Che cosa voglio? Che cosa conta per me?

The_Time_Traveler_by_xetobyteBisogna rallentare per avere più tempo.

Sembrerà una stronzata, ma solo in questo modo ho capito che non mi frega nulla di fare un tipo di lavoro piuttosto che un altro, non mi frega nulla del prestigio, non mi frega nulla degli alti guadagni, non mi frega nulla di dover “correre” per darmi un senso, non mi interessa fare cose “fighe”.

Voglio, esigo, pretendo tempo per me. Per andare piano. E che sia di qualità (dipende solo da me). E quello che mi fa più arrabbiare è perdere tempo per colpa degli altri, delle incompetenze, delle confusioni e della disorganizzazione degli altri (come mi capita in questi giorni, ma va be’).

Tempo Relogio

Si sa, non si vive in una bolla di cristallo, per cui ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che ci costringe a correre, perdendo tempo. Va bene, ma cercherò di limitare “i danni”, di accorgermene prima che la navicella di chi corre mi prenda a bordo: io non ci voglio salire.

Avrò meno soldi, forse, avrò meno prestigio, forse, avrò meno “sprint”, forse, avrò qualcosa in meno, forse, ma almeno avrò recuperato il mio tempo dell’essere e del fare. Oltre le urgenze (degli altri), oltre le consegne (di un lavoro che non ci appartiene), oltre gli orari (che non sono mai i nostri), oltre le imposizioni (esterne). E non voglio trovare scuse! Ci sono mille modi per giustificare la nostra mancanza di tempo, ma dipende solo da noi, sempre.

Il tempo del viaggio, cari miei, lo voglio decidere io, perché il viaggio è il mio. Se perdo tempo nella fretta, non lo recupero più. Quindi lasciatemi nel mio oblò, a guardare il mondo che va di fretta, e non mi importa di sembrare ferma. Io so che sto andando. Lentamente. Ma mi muovo, seguendo il mio ritmo.

886010_d1378efc

Dal dizionario Sapere on line, http://www.sapere.it

RALLENTARE: v.tr. [ io rallènto ecc.; aus. avere1 rendere più lento: rallentare il passola corsa | ( assol.) diminuire la velocità, andare più lentamente: l’automobile rallentò in curva 2 ( fig.) diminuire di intensità: rallentare lo studiola vigilanza | rendere meno frequente; diradare: rallentare le visite 3 ( mus.) suonare a ritmo più lento:rallentare la battuta ||| rallentarsi v.pron. divenire più lento, meno intenso: il ritmo di lavoro si è rallentato

Advertisements

13 pensieri riguardo “Parola del giorno: “Rallentare”

  1. “Non ho tempo da perdere”
    Questa frase non ha senso.
    Si può perdere solamente ciò che si possiede, ciò che è nostro, ma noi non abbiamo la proprietà del tempo, ci è semplicemente offerto in comodato d’uso.
    Possiamo usarlo bene, possiamo sprecarlo, possiamo farlo volar via, possiamo gustarlo goccia a goccia, ma non ne abbiamo il controllo, neanche se lo facciamo a fettine con un orologio da polso di gran marca.
    Tempus fugit, dicevano i latini. Il tempo è sfuggente, se cerchiamo di afferrarlo scappa via tra le dita come finissima sabbia.
    Ciò nondimeno esso rimane sempre al nostro fianco, come pure accanto ad ogni cosa di questo mondo, ed ogni cosa ha il suo tempo.
    Una volta le attività umane venivano regolate dagli eventi naturali. Il mutare delle stagioni era un calendario perpetuo, il sole, la luna e le stelle erano orologio ed almanacco.
    Queste manifestazioni visibili del trascorrere del tempo non paiono più funzionali ai ritmi della vita moderna. Per essere più efficienti lo abbiamo spezzettato in minuscole vibrazioni di un cristallo di quarzo celato alla vista.
    Oggi siamo in grado di misurarlo con precisione estrema e, per sfida o per dovere, siamo costretti a misurarci con lui. Da paziente compagno di strada, il tempo ci è diventato implacabile nemico.
    Quando vorremmo sfuggire alla malinconia, le ore si allungano come se volessero sadicamente prolungare la sofferenza.
    Se stiamo vivendo un momento felice, brameremmo soffermarci un attimo per assaporarlo. Il tempo invece, come un bambino dispettoso, ci strattona via e scappa avanti.
    Incatenati al remo, siamo costretti a seguire la cadenza dettata dall’ineffabile celeuste, non scandita da tamburo o lira, ma non per questo meno imperativa.
    Solamente il fortuito incontro con la futilità e la bellezza può placare la bestia. La tavolozza di colori creata dall’autunno, i merletti di ghiaccio invernali, il pazzesco colore dei ciliegi in fiore, il placido suono della risacca. Queste cose incantano il tempo, ci riportano a quei momenti durante i quali il tempo ha smesso di ruggire e si è seduto al nostro fianco, a sognare.
    Bye 🙂

    1. bella descrizione del “tempo di oggi”! Ecco, diciamo che io ora, in questo momento della vita, voglio circondarmi solo di futilità e bellezza, che creano l’incanto più bello e mi fanno fare pace col tempo 🙂

    1. Ti auguro di poterlo fare prima o poi, è dura scendere dalla navicella della velocità, ma quando lo si fa… si rinasce, con tutte le gioie e i dolori del caso (più gioie direi) 😉

  2. me ne rendo conto ora più che mai… e sai perché? Sono stata una settimana in malattia ad inizio mese… e solo perché la febbre a 38 e le tonsille grosse nn mi han fatta alzare dal letto …io che nn manco mai dall’ufficio…mai sul serio… E sai cosa? Ho scoperto che il tempo corre quando corriamo noi … sono stata tt il tempo sul divano… coi miei gatti avevo di fianco cellulari e tablet, il telecomando, tachipirina, una bottiglia d’acqua… ero sulla mia isola felice dove il tempo ticchetta alla metà della velocità del mio solito mondo..ed ero rilassata e felice…Adesso dopo 10 giorni che sono rientrata nel trambusto della mia vita..non ho ripreso il solito ritmo…nn ce la faccio… mi serve il mio tempo… è una fatica anche essere lenta…quando tutti corrono…ma io mi sento meglio!

    1. sì brava! la cosa più difficile, infatti, è rendersene conto: quando tutti intorno corrono, quando ci hanno “addottrinato” a pensare che “veloce è meglio”, quando essere lenti diventa una colpa. Ma il lento che dico io non è quello degli scansafatiche e degli “arretrati” è proprio la lentezza naturale del NOSTRO tempo. Continua alla grande a “fare la tartaruga”, che secondo me ne guadagni in salute e… in tempo per te stessa 😉

    1. anche io, per questo ora mi impongo di mantenere un ritmo calmo per tutto, anche nei pensieri (soprattutto quando ho a che fare con persone che corrono a vuoto, come in questi giorni, arrrrgh!)

E tu che ne pensi? :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...