Parola del giorno: “Serietà”

2317019909_8546381c91_oSerietà: solo nel pronunciare questa parola si scatena un’infinita serie di sbadigli e smorfie. Non va di moda, fa molto anziano o “barone”. O no? Forse no. Forse siamo solo abituati male e ci stiamo mettendo un decennio per riappropriarci di questa parola per il giusto valore che ha. Ma ce la faremo? Ma lo vogliamo davvero? Io sì, con tutta me stessa. E non sono l’unica, lo so.

Mi sembra che la crisi che ci ha colpito dal 2008 non sia solo economica, di valori e di bla bla bla. Mi sembra che la crisi abbia inglobato nel suo buco nero anche la serietà.

Provate a sbirciare la lista dei sinonimi della parola “serio”. Perdete due minuti, vi prego, provate a leggere. A me stanno venendo le lacrime agli occhi per la nostalgia. Impegno, rettitudine, responsabilità. Il primo esempio riporta, letteralmente: «un professionista serio».

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!

Scusate, scusate e scusate, ma per me questo ultimamente è diventato un vero e proprio ossimoro. i “professionisti” che ho incontrato negli ultimi anni sono evasori, nel più grave dei casi, non pagano gli stipendi, sfruttano i dipendenti, non hanno dipendenti perché loro cercano “seri collaboratori” da non pagare, ti promettono e non mantengono, ti dicono una cosa e fanno l’opposto. E non parlo solo dei datori di lavoro ma anche dell’ultimo impiegato, purché assunto, certo, ma non è detto.

E mi sono stufata. Sono arci stufa, cotta, biscottata. Se mi dici che mi chiami mi aspetto che mi chiami, se mi dici che mi dai un lavoro mi aspetto che tu me lo dia, se mi dici che mi paghi mi aspetto tu lo faccia. MA INVECE NO! E non ce la faccio più, ma chi me lo fa fare? Perché devo adeguarmi a un mondo e a una società che fanno schifo? (e non ditemi che tutto il mondo è paese, NON È VERO!)

In mezzo a questo letame la serietà sul lavoro sta diventando qualcosa di mitologico, di metafisico, di illusorio, di fantasioso, esattamente come il principe azzurro.

Ma la serietà, come parola, imperversa in ogni annuncio di lavoro, anche nei più farlocchi, e in ogni curriculum o lettera di presentazione, tanto che ho deciso di toglierla dalla mia: potrebbero scambiarmi per una venditrice di fumo oppure, più concretamente, per una DISONESTA.
Sono stufa di rincorrere la serietà dove non c’è e di essere inglobata in un sistema marcio.

Chi è mai serio in questa fiera di proposte effimere, di politici che recitano, di comici che urlano, di imprenditori che truffano, di italiani che non sanno più a chi votarsi se non ai forconi, ai compro-oro o ai casinò?

DOVE È FINITA LA SERIETÀ? Mi manca come l’ossigeno.

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Dal Dizionario Sapere.it

SERIETÀ1 l’essere serio 2 gravità, importanza

Sinonimi: 1Sin. responsabilità, affidabilità, impegno, scrupolosità, coscienziosità, coscienza 2 Sin. rettitudine, onestà, correttezza, probità (lett.), integrità, irreprensibilità; moralità 3 Sin. severità, gravità, austerità

SERIO: 1 che affronta la vita e i suoi problemi con coscienza dei propri diritti, doveri e compiti; che dimostra impegno, ponderatezza, rettitudineun professionista serioavere seri propositiserie intenzioniuna proposta seria | una persona poco seria, di dubbia moralità | un sentimento serio, profondo e sincero 2 che ha un’espressione preoccupata, accigliata o anche triste: un volto seriostarsene tutto serio;farsi serio 3 grave, importante, preoccupante: una malattia seriaun problema seriola faccenda si fa seria 4che non ha carattere o contenuto scherzoso, comico: opera lirica seria, in contrapposizione a opera buffa ¨n.m. [pl. -ri] ciò che è serio: parlare tra il serio e il faceto | sul serio, davvero, senza scherzi: è bello sul serio;verrai sul serio?dici sul serio? | fare sul serio, non scherzare; anche, essere coerenti e decisi nella propria azione | prendere qualcosa sul serio, affrontarla con impegno ? seriamente avv. 1 con serietà: lavorare seriamente 2 in modo grave, preoccupante: essere ammalatoturbato seriamente

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6 pensieri riguardo “Parola del giorno: “Serietà”

  1. Impegno,rettitudine,responsabilità, parole che hanno perso il loro significato dal passaggio dell’età del bronzo a quella del ferro, per perderlo in modo esponenziale e definitivamente con l’avvento della rivoluzione industriale (1720 circa). Troviamo il loro vero significato, in quelle popolazioni in cui o le mettono in atto o muoiono, perchè la natura, ciò di cui vivono, non perdona. Ma ne sono solo una manciata, forse, molto più probabilmente non ne esistono più…

  2. cara mia, un post fenomenale. potrei averlo scritto io, parola per parola virgola per virgola, tutti i puntini sulla i di “rabbia” compresi. Una sola aggiunta mi sento di farti: lavorare con serietà non ripaga, anzi, ci penalizza. chi lavora seriamente scopre ben presto che, mentre lui faticosamente tirava su la carretta per il ripido monte, nessun altro l’aveva seguito. troppo difficile, troppa fatica. e così si ritrova solo, in cima al monte. a chiedersi dove sono finiti tutti gli altri, con i suoi soldi.

    1. Vero! È esattamente questa la sensazione che provo. È spiazzante, demotivante, umiliante e ridicolo. Io non mi voglio più mettere in gioco in queste condizioni (e questo è un bel problema, magari non imminente, ma manca un quarto d’ora… Passato questo che faccio? MAH!).

E tu che ne pensi? :)

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