Tu vuo’ fa l’americano: vorresti una vita da serie tv (americana)?

Ci sono giorni come questo, grigi. Dentro e fuori. Giorni in cui ti imbatti nel tuo telefilm preferito del momento e, complice l’antibiotico che ti rende uno straccio e che il tuo fisico regge poco, ti fai una full immersion di puntate, come per dimenticare il mondo reale. Sono giorni in cui niente va male, ma nemmeno bene. Niente brilla. Sono giorni senza sapore e il “telefilm” è un po’ il sale che maschera l’insipido.

A pensarci bene, ci sono proprio cresciuta con i telefilm, fin da piccola. Hanno bene o male colorato il grigiore di certi momenti nell’infanzia, nell’adolescenza e nell’età adulta continuano a farlo. Indimenticabili quelli che trasmettevano, da piccola, proprio prima della cena: momenti di una pace assoluta!

Non che siano mai stati i telefilm a portare colore indelebile, anzi, spenta la tv, o il pc, tutto torna grigio (forse anche più di prima, molto di più). Americanate improponibili e improbabili, ma proprio per questo così LEGGERI. E in giorni come questo penso che non sarebbe male avere una vita ultraleggera. American style (ma come si vede nei telefilm).

Ad esempio, crescere in una famiglia come gli Ingalls non sarebbe poi stato male. A parte per gli insetti, la semplicità della vita del villaggio, la perfezione di una famiglia che anche nelle peggiori difficoltà, dopo una bella piangiuta, si ritrova più unita di prima nell’amore.

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Ovviamente però poi si cresce e cosa vorrebbe un adolescente più di tanti soldi e amici fighissimi, magari a Beverly Hills? Eddai, come si fa a non innamorarsi di una vita così tremendamente adolescenziale e straviziata? Perché, nonostante le apparenze, i valori rimangono gli stessi degli Ingalls eh… (come no!).

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Ma perché non sognare in grande? Ci sono delle sorelle che, d’altra parte, salvano il mondo. Sono le Streghe! Fighissime, divertenti e con poteri straordinari. E si vogliono un bene assurdo! Quanto ho sognato di avere qualche potere pure io contro gli idioti del mondo…

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Ma poi si cresce ancora. E magari si sogna una vita in cui si realizza qualcosa di buono. Una vita piena, intensa, spesa magari a salvare le vite degli altri. Meredith & C., del Seattle Grace Hospital, e tutti gli specializzandi fanno sognare: in Grey’s Anatomy possono essere super medici in carriera e allo stesso tempo super amici e super cazzoni. Eddai, è una figata no? E ovviamente si risolvono casi stupefacenti trombando come dei ricci negli spogliatoi…

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Crescendo ancora, però, si impara che il mondo del lavoro non è poi così “figata”. E un desiderio indicibile si impossessa di me: voglio fare la casalinga. In fondo, in Desperate Housewife se la spassano un casino. Una cosa non manca mai: i gran soldoni. E poi ci sono anche qui un sacco di trombamici, vicine zoccole, vicine amiche, vicini assassini, segreti indicibili. Ma l’amicizia vince sempre su tutto, soprattutto quando non si lavora o, se lo si fa, lo si fa avendo sempre un gran successo. Eh già… è proprio così!

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Capito che nemmeno questa, però, è una strada percorribile, rimane solo un telefilm che è davvero catartico. Chi non vorrebbe un amico/fratello come Dexter? Pagherei per essere nei panni di Debra. Un pazzo buono, un assassino giusto, non sgarra un colpo ed è pure protettivo. E c’è sempre il sole a Miami!

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E se proprio non ci soddisfa (perché è davvero troppo distante dal nostro caro e vecchio grigio) si può ripiegare su una vita di basso livello, “lower class”, dove basta avere una moto per essere felici. Sons of anarchy fa sognare di essere un delinquente, almeno per qualche minuto. Delinquente sì, ma con valori ben radicati. Assassini sì, ma strafighi. Ignoranti come capre sì, ma che divertimento eh!

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Ma la tv si spegne sempre. Vlc pure. Si torna al grigio che più grigio non si può. Il telegiornale fa piangere, il lavoro pure, il portafoglio non ne parliamo. Resta un vago sentore di impotenza, ma è da scacciare via subito altrimenti si rimane series-addicted e poi chi si ripiglia più? RAUSS!!!

Vado a fare qualcosa di buono da mangiare. Perché in fondo fuori piove, sì, e non ci posso fare nulla, ma il grigio dentro è tutto da demolire e dipende solo da me. E cominciamo da una buona PIZZA! E se proprio non riesco a smantellarlo, per fortuna ho chi mi aiuta, da sempre, a farlo. I miei affetti. Non sono perfetti, magari, hanno difetti come me e sono NORMALI. Ma sanno portare una luce speciale, sempre. Non è mica poco eh! E magari dai telefim mi prendo solo qualche spunto… di leggerezza.

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10 pensieri riguardo “Tu vuo’ fa l’americano: vorresti una vita da serie tv (americana)?

  1. sono in un periodo “grigio” e, sì, sto attaccata al computer da una settimana a guardare le mie serie televisive americane…grey’s anatomy e poi prison break, heroes e, meravigliosa, my name is earl!
    interessantissimo questo post, quanto più ti leggo più mi piaci!

    1. Ma grazie mille Agnese! Spero di non deluderti in futuro 😉
      Non conosco My name is earl, ora vado a cercarlo, sono sempre alla ricerca di serie tv e ora sto finendo “being Erika”, bellissimo, lo conosci?

  2. io avrei voluto vivere l’adolescenza di “una mamma per amica”, vivere nell’appartamento con Monica in “Friends” e i miei trent’anni come Carrie di “Sex & the city”..
    😦

  3. Grey’s Anatomy e Desperate Housewife dipendente: eccomi! Come al solito mi catapulto nel tuo blog e leggo e commento 4 post alla volta 😉 Anche qui, un bel pò più giù di Milano, piove tutta la pioggia del mondo e combattere il grigio è una mission impossible!

    1. 😀 fantastica, è un piacere sapere che mi leggi tu!
      Cara compagna di serie-dipendenze, quando è finito le casalinghe disperate ho pianto… (cioè, le casalinghe disperate, mica hachiko o cose super serie eh). Ora attendo l’ultimo episodio di grey’s, ma in questo caso non conta, piango ad ogni puntata!
      E per finire, domani attendo i 12 gradi: ci congeliamo direttamente in attesa del cambiamento!

  4. Le serie tv americane sono una droga: inizi e non puoi più farne a meno. E poi, ogni tanto, succede quello che dici tu: e così inizi, senza sapere nemmeno come, a pensare come sarebbe la tua vita se avessi come vicino di casa lo Sheldon Cooper di The Big Bang Theory, o se, in un’ipotetica altra vita, ti capiterebbe mai di incontrare in un’assolata libreria californiana il buon Hank Moody…
    Per farla breve: la risposta alla tua domanda è SI! 🙂

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