C’è chi ci crede, e chi no. C’è chi ce la fa, e chi no…

Una delle tante "skyline" che riempiranno gli occhi della mia amica!
Una delle tante “skyline” che riempiranno gli occhi della mia amica!

Questo pezzo, che ho in mente da un po’ di tempo, riguarda una mia carissima amica che, negli ultimi tempi, mi ha dato modo di credere ancora che la vita è bella. Non come assioma, sia mai che io sia così positiva, ma è bella perché è in grado di rispecchiare i nostri sogni. E se sogniamo in grande… il risultato può essere GRANDIOSO.

Chi lo dice che “nel cammin di nostra vita” c’è sempre una selva oscura che ci aspetta? Poche parole: a 35 anni mi laureo e vado a vivere in America. Un film? Una visione? Un progetto? Ma no, è “solamente” la vita di questa mia amica. È la sua vita, ora.

Pensate che dietro ci siano i soldi della famiglia? No, lavora da 12 anni come impiegata in una azienda di provincia. 8 ore al giorno. Cosa che le ha permesso di andare a vivere da sola e di iscriversi all’università, perché voleva una laurea. Quando si è iscritta, a 30 anni, forse non pensava che ce l’avrebbe fatta, forse non pensava proprio alla laurea in sé. Semplicemente ha seguito un istinto, un’idea e l’ha messa in pratica. Iscrivendosi, prima, dando gli esami, poi. Uno a uno (e inanellando pure una serie di 30).

“Povera illusa”: posso mettere la mano sul fuoco che qualcuno l’ha pensato, all’epoca. Anche perché…

Pensate che alle spalle magari ci sia un bel marito benestante e innamoratissimo che l’ha sempre sostenuta in questo percorso? Ebbene no. Sì, un marito c’è stato, ma dire che era da galera è poco. E infatti, prima dell’Università, c’è stata anche una bella separazione. Che ha pagato lei, coi suoi risparmi. Ah, e sorvolo su quello che ha “pagato” emotivamente.

Come dite? Troppi soldi? Be’ sì, tanti. E che ha fatto lei? Il doppio lavoro, no? Cameriera in pizzeria per qualche tempo, giusto per restare a galla. Dopo l’ufficio. E a galla ci è stata eccome. Tanto che, appunto, si è iscritta all’università. Insomma, qualcuno reagisce con un bel pianto, lei reagisce “facendo” o, meglio, “costruendo”.

La vita prosegue tra amori improbabili, lavoro, università. E cavolo… arriva anche la laurea. Se la guadagna esame dopo esame. E proprio mentre lavora sulla tesi si fa strada un pensiero: voglio andare all’estero e vedere il mondo.

Perché no? Perché no? Perché no?

Non che la cosa sia semplice. Prima di tutto dovrebbe lasciare un lavoro a tempo indeterminato e ben pagato: di questi tempi non è proprio consigliabile. Poi deve lasciare tutti: famiglia, amici, quotidianità, casa. E infine deve rimettersi in gioco partendo da zero, ossia dalla lingua. Destinazione America: certo, l’inglese lo sa, ma non perfettamente. Le scuole costano un casino, possibile che voglia investire la liquidazione in una scuola? Ebbene sì.

Perché no? Perché no? Perché no?

E ora pronti via. Io la guarderò mentre parte, magari dall’aeroporto. So già che vedrò lo zampillo vitale nei suoi occhi. Più forte della paura, perché quella ci sarà e c’è. Ma è più debole rispetto a quella scintilla che ci fa sentire vivi. Quella scintilla che troppo poco spesso vedo nella gente, quella scintilla che fa “friggere” i pensieri in un olio di creatività dando vita a un piatto succulento. Certo, non è innocuo come un piatto di verdurine grigliate, ma che sapore… che sapore!

“Povera illusa”. Già. Vedo già certi pensieri nelle teste di qualcuno seduto in panciolle sul suo divano. Ah, il solito divano.

Questo pezzullo è per ringraziare questa mia amica e spero, un giorno, di avere anche io un pizzico del suo enorme coraggio. Che magari lei nemmeno sa che è così immenso ai miei occhi! Non è il coraggio di chi sogna in grande. È il coraggio di chi non ha paura di agire, da qualsiasi punto di partenza. E di andare oltre…

Perché no? Perché no? Perché no?

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4 pensieri riguardo “C’è chi ci crede, e chi no. C’è chi ce la fa, e chi no…

  1. Meraviglioso, Bia… coraggio ammirevole. E trovo che ci sia da imparare anche senza andare in America: è il RI-mettersi in gioco, sempre, il fare piuttosto che lagnare.Questo fa la differenza!

E tu che ne pensi? :)

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