«Il figlio del cimitero»

La copertina del libro scritto da Neil Gaiman e vincitore del Premio Hugo 2009.
La copertina del libro scritto da Neil Gaiman e vincitore del Premio Hugo 2009.

Se vi piace Tim Burton e avete una piccolissima parte di voi attratta da atmosfere gotiche, questo romanzo fa per voi. È una storia ideale anche per adolescenti, ma vi assicuro che sotto l’ombrellone (o le coperte) è ottimo per gli adulti. Nulla a che vedere con le varie saghe vampiresche o fantasy tanto di moda oggi, «Il figlio del cimitero» è un tripudio di originalità narrativa e di immaginazione. È stato scritto nel 2008 e, l’anno dopo, ha vinto il Premio Hugo insieme ad altri riconoscimenti.

Il protagonista si chiama Nobody, detto Bod, che, rimasto orfano da piccolissimo, viene adottato dagli spiriti che abitavano il cimitero vicino a casa sua. E qui cresce, coccolato ed educato da fantasmi che risalgono anche ai secoli scorsi e che gli insegnano quasi tutto della vita e… della morte. Finché inizia l’adolescenza e vuole scoprire qualcosa di più del mondo “fuori”, del suo passato, della sua vita, che è molto più intricata di quel che sembra.

E inizia così un’avventura avvincente in cui si intrecciano realtà e fantasia, paure concrete e viaggi immaginifici, bene e male. È un romanzo che rovescia gli schemi delle favole che conosciamo e forse anche per questo catturerà gli animi più intrepidi.

Nonostante il titolo possa far storcere il naso a molti, mi ha subito attratto. Sarà che sono cresciuta proprio davanti a un cimitero e che adoro i campi santi da sempre, perché li vedo come i veri luoghi di pace. Soprattutto quelli londinesi… mi ricordo bene che durane il mio lungo soggiorno a Londra adoravo passeggiare per i cimiteri più antichi, affascinata dalla storia e dalle vite del passato che mi circondavano. Niente morbosità, s’intenda, solo una gran pace. Ma questo è un altro capitolo.

Tornando al romanzo, e riprendendo ciò che dicevo all’inizio, potrebbe essere una sceneggiatura fantastica per un film di Tim Burton. Lo consiglio a chiunque ma soprattutto a chi ha apprezzato storie come «Nightmare before Christmas». È di semplice lettura, avvincente e divertente.

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11 pensieri riguardo “«Il figlio del cimitero»

      1. Oh, aspé non pensare male!! No no, ripensavo a quando da piccolo mi ritrovai a giocare a nascondino in un posto strano… Solo che era buio e non ci accorgemmo che si trattava di un vecchio e malmesso cimitero di campagna.

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