La iena della scrivania accanto

Quello che vorreste fare in ufficio, a volte... o no?!?
Quello che vorreste fare in ufficio, a volte… o no?!?

A scuola c’è il bullo, ma è facilmente riconoscibile dall’atteggiamento spocchioso e dal fatto vi prende per il culo palesemente di fronte a tutti con grasse risate dei compagni. All’università c’è l’amica-non-amica-un-po-puttana-hai-mica-un-ragazzo-da-presentarmi-carino-però-il-tuo-fidanzato! Tutte specie di minus habens che, una volta incontrati, sono abbastanza facili da evitare o al massimo arginare. Insomma, sfodarate un po’ di artigli, che siano di un micio o di un panterone, la sopravvivenza vi chiama.

Poi si inizia a lavorare. All’inizio sono un po’ tutti sulle loro, ci si studia, si fanno i sorrisini, le confidenze ben costruite alla macchinetta del caffè, e col tempo magari ci si lega a qualcuno che pare un po’ più affine fino magari a far crollare un poco quel muro di diffidenza.

E qui subentra lei (o lui, ma lei mi viene più semplice vista l’esperienza!). Lei è carina con te, di punto in bianco pare che ti abbia “eletto” sua collega preferita. In fondo non lega molto con le altre, tu nemmeno, ultima arrivata, quindi ti compiaci e cominci a essere più sciolta.

E un discorso tira l’altro, e cosa hai fatto nel we, e che cosa pensi di questo, e la politica, e il marito. E… arriva la domanda sul capo o sulla capa. Al che accenni qualche timida critica, ma poi la rimangi perché in fondo sono bravi, danno lavoro, pagano lo stipendio, ce n’è di peggio, sono onesti, sono un po’ stronzi ma non troppo, sono un po’ tirchi ma li capisco.

Ma lei no, si lascia andare: «No no, io non sopporto questo, questa è un’ingiustizia, in passato hanno agito male, ora peggio, potessi me ne andrei, che noia che barba che schifo». Allora, solo allora, pensi che puoi proprio fidarti e via a una cascata di insulti e recriminazioni, per atro giuste, perché subisci da mesi ormai un comportamento bestiale che mina la tua stessa autostima. Ti sfoghi, ti apri, ti senti capita e ascoltata in quel covo di serpi che è la redazione.

Torni dalla pausa pranzo più leggera, sorridi pensando alla tua nuova amica collega. Pensi addirittura che magari un giorno si può fare shopping insieme. E mentre sollazzi per queste fantasie il capo ti chiama di là, dopo qualche ora, e ti chiede: «Mi devi dire qualcosa? Ho saputo che non sei molto contenta. Preferirei che me lo dicessi in faccia, altrimenti non c’è fiducia».

E torni alla tua scrivania, la guardi, lei sorride: «Be’, non pensavo fossero segreti, non ho detto nulla di male». E ti accorgi di vivere in una realtà parallela, ti estranei e pensi:

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17 pensieri riguardo “La iena della scrivania accanto

  1. Posso accettare che al mondo esistano i Vallanzasca, i mostri di Firenze, ecc, ma un collega del genere non ha diritto di vivere.
    In un’azienda abbastanza grandina sarebbe isolato nel giro di un paio di giorni. E questo sarebbe la sua rovina, fosse anche un capo, un manager: nemmeno i capi sono così idioti da bruciarsi in questo modo.

  2. ciao bia , io son o bio. la mia gatta è bia… visto che siamo parenti mi permetto di darti un consiglio, sul lavoro il silenzio è d’oro se imparerai a die si , ciao buon giorno , buona sera e basta , tutti avranno paura di te.. credimi , provaci e vedrai.. il silenzio è d’oro.. :lol:)

    1. Ciao cugino Bio 😀
      Sì hai ragione… all’inizio soprattutto peccavo di ingenuità (che ahimè resta sempre una mia caratteristica). Cmq ora è tutto arginato: quando la società è in crisi marcia nessuno parla più con nessuno :S

  3. nono con il tempo si impara, come ho fatto io. E alla fine si parte prevenuti.. così, giusto per non sbagliare. per sfoderare un giorno il telavevodettoiochequellaèunazocc… ci siamo capite
    mai fidarsi!

  4. A parte che sono morta dopo l’amica-non-amica-un-pò-puttana (sarà che ne ho avute troppe?), e poi, scusa eh… MINCHIACHESTRONZA! (Capisci il francese, si?) Vorrei rincuorarti ma purtroppo il 78% delle ‘colleghe’ è proprio COSì. -.-

    1. Ma infatti! È che uno all’inizio non pensa nemmeno possa esistere tanta meschinità e invece… è solo l’inizio. Cmq l’importante è non entrare in quel vortice :/

E tu che ne pensi? :)

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