Hennè Forsan: ricetta per le più pigre!

Indigo.
Indigo.

Parliamo di capelli? Ci provo, anche se i miei non sono veri e proprio capelli, sono più peli piazzati in testa che io mi ostino a non voler tagliare corti (i parrrucchieri non mi vedono da 5 anni!). Sono fini che più fini ce li hanno solo i neonati. Non solo, per ben 15 anni ho pensato bene di tingerli di ogni colore possibile nella gamma che va dal rosso scuro al viola e al nero. Le peggiori tinte in assoluto!

Ebbene, ne sono usciti a pezzi. Così, per evitare alopecie derivanti da stupidità, ho pensato bene di cominciare a trattarli meglio. Rauss alle tinte chimiche (oltre che ai vari siliconi, parabeni ecc ecc) e mi sono letteralmente buttata sugli hennè. Quelli che uso io sono della Forsan, decisamente non sono i migliori in commercio, ma si trovano nel supermercato vicino casa e costano la metà di quelli di erboristeria (tra i 2 e i tre euro per 100 grammi).

Da precisare: solo il rosso e il neutro sono puri (lawsonia e cassia), mentre il nero (indigofera) contiene uno 0.01% di solfato ferroso, che non fa proprio bene ai capelli, ma diciamo che sono molto tollerante (in pratica, che mi frega del solfato se comunque colora  e ai miei capelli fa bene).

Perché mi prendo questi hennè? Sì, per assecondare la mia pigrizia atavica e perché non costano molto, ma anche e soprattutto perché li uso spessissimo. Una volta alla settimana (quando proprio sono in vena) o una volta ogni due settimane.

Come procedo? Non con la colorazione classica (con acqua e altri ingredienti come yogurt o sale, secondo il tipo di hennè), bensì con quella che dalle esperte capellifere è definita Sherazade, che consiste nel mischiare le polveri con un balsamo (Splend’or è perfetto) economico e abbastanza liquido, per ottenere una pappetta densa (cola poco) e che lascio sui capelli una o due ore (anche di più se mi dimentico di averla in testa). Non serve ossidare il prodotto e non servono quindi tempi di posa eterni. 

Inoltre, come avrete capito non cerco una tinta che stravolga il mio colore (castano), ma che lo ravvivi. L’obiettivo primario, insomma, non è il colore ma irrobustire il capello. E funziona!

Il mio mix ideale: un cucchiaio abbondante di indigo, uno di cassia e un cucchiaino di lawsonia. Ottengo un castano intenso.

Altri mix che ho provato sono: cassia + indigo in parti uguali (si scuriscono molto, ottengo un bruno), lawsonia + indigo (in parti uguali (ottengo un castano mogano).

Tenete presente che il lawsonia colora parecchio e se lo usate da sole otterrete riflessi ramati molto forti (ma dipende sempre dal colore di partenza: le bionde usciranno carota, le more con i riflessi rossi caldi). Irrobustisce molto il capello e può anche seccarlo se usato da solo, ma con la sherazade non mi è mai capitato. La cassia non colora per niente ma rinforza il capello parecchio e lo ispessisce. L’indigo dovrebbe colorare di nero, ma non lo fa con una semplice sherazade: li scurisce sì, ma dopo due lavaggi sparisce tutto. Ottimo invece mischiato con gli altri due perché il colore dura di più. Inoltre l’indigo rende i miei peletti molto più disciplinati e azzera il crespo.

Concludo dicendo che ci sono un milione di modi per usare l’hennè in maniera più professionale o efficace, ma seguendo la mia indole, questo è il mio modo per coccolarmi un poco e direi che funziona da ogni punto di vista!

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Cassia.
Cassia.
Lawsonia.
Lawsonia.

 

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10 pensieri riguardo “Hennè Forsan: ricetta per le più pigre!

  1. Ma la sherazade stinge prima? Ho una base abbastanza chiara e mi piacerebbe provare un castano, però lo vorrei come cosa momentanea possibilmente! Ho preso anch’io quest’indigo e non l’ho ancora usato per panico :/ già il rosso della lawsonia non se ne va più!

    1. No vai tranquilla,non è come la lawsonia e non colora molto. Se li mischi viene bene secondo me,cmq il rosso è molto più resistente ai lavaggi rispetto all’indigo

E tu che ne pensi? :)

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