«Le figlie del libro perduto»

La copertina del libro scritto da Katherine Howe e edito da Salani Editore.
La copertina del libro scritto da Katherine Howe e edito da Salani Editore.

Piacevolissimo romanzo scritto da una ricercatrice statunitense che riesce in queste pagine a travolgerci grazie a una trama decisamente femminile, tra contemporaneità americana e puritanesimo inglese del XVII secolo.

So che non vuol dire niente per molti l’aggettivo “femminile” relativo a un romanzo, ma io lo uso spesso perché caratterizza molte mie letture. Saranno le sfumature, ossia l’attenzione che si pone a descrivere una situazione globale (ossia sensazioni, sentimenti e percezioni, oltre ai fatti) invece che soffermarsi in maniera analitica sui particolari… non so, ma di fatto preferisco le autrici femminili, in generale.

Ma a parte questo excursus inutilissimo, dicevo, Le figlie del libro perduto narra la storia di una dottoranda (proprio come l’autrice, sarà un caso? 😉 ) che si ritrova a indagare su un libro appartenuto a una donna centinaia di anni prima e che, forse, può essere la chiave per il suo successo accademico.

Inutile dire che proprio durante questa ricerca si sviluppa tutta la trama, tra amore e magia. Sì perché anche in questo caso si parla di  stregoneria, argomento che rimane sullo sfondo ma è il fil rouge di tutti gli avvenimenti e della storia della protagonista. Si ripercorre la sua vita come anche quella di donne che prima di lei hanno avuto a che fare con incantesimi, roghi e pregiudizio.

Combattuta tra razionalità “illuminata” e l’irrazionalità di certi eventi che le capitano, Connie (questo il nome della ragazza) diventerà adulta, accettando una madre decisamente “alternativa” e riscoprendo la vita della sua nonna, e non solo…

Il romanzo è ambientato nel New England, nei pressi di Salem, ed è davvero semplice (protagonista, intrigo, antagonista, lieto fine, linguaggio scorrevole ma non banale) eppure è avvincente, anche perché le vicende ricalcano eventi realmente accaduti con personaggi realmente esistiti nel passato e realmente collegati all’autrice. Ideale sotto l’ombrellone o, se siete un po’ anti UV come me, sotto un bel salice in mezzo al verde.

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