«Le dee dentro la donna»

La copertina del libro, edito da Astrolabio Edizioni.

Si chiama Jean Shinoda Bolen e ha scritto questo libro, uno dei più belli che io abbia mai letto. Lei è una psicoanalista junghiana (le mie preferite, quando sono donne soprattutto) e nel suo volume descrive le varie problematiche che ogni donna può trovare lungo il suo cammino. E lo fa, ovviamente, utilizzando gli archetipi, in questo caso ripresi dal pantheon greco.

Prende in considerazione sette dee: Artemide, Atena, Estia, Demetra, Era, Persefone e Afrodite. A ciascuna di esse corrispondono caratteristiche peculiari della personalità delle donne di qualsiasi tempo. Il libro è stato scritto nel 1984 e negli esempi si fa riferimento soprattutto alla donna degli anni ’70 e americana, perché è questo il contesto che circondava l’autrice durante la stesura. Inutile dire, però, che è comunque una donna di oggi, contemporanea.

Si parte dal presupposto che ogni donna è dominata da un certo tipo di dea. Ci sono dee vergini (autonome, indipendenti) e dee vulnerabili (dipendenti) e una dea detta alchemica, che si pone a metà tra le due categorie precedenti.

In breve e in modo molto schematico: Artemide è lo spirito femminile indipendente, forte e idealista; Atena è pratica, razionale, “maschile”; Estia rappresenta la spiritualità, la purezza, la forza interiore. Era è la moglie, rappresenta il matrimonio da difendere a ogni costo, la sua ragione di vita; Demetra è la madre protettiva, la nutrice; Persefone è la fanciulla, la gioventù, ma rappresenta anche, di contro, la forza inconscia. Infine c’è Afrodite, la bellezza, l’amore passionale, la passione in generale, la trasformazione (da qui l’alchimia).

Ciascuna donna può riconoscersi maggiormente in qualche dea, una o più di una, che può essere diversa secondo un determinato periodo della vita: anche se c’è sempre qualche caratteristica (dea) più evidente rispetto alle altre (dominante), non è detto che una donna non si riconosca, durante l’intera sua esistenza, in tutti i sette aspetti (dee) analizzati, come fossero delle “fasi” della vita.

Ogni dea ha i suoi aspetti positivi, ma anche negativi. E qui entra in gioco l’analisi, a partire dall’archetipo in questione. Esempio: la donna Persefone è l’eterna adolescente, non è portata all’azione (come Artemide o Atena), ma si fa “agire”, è inconsapevole di sé. Solo superando questa fase (diventando quindi anche regina degli Inferi, come Persefone del mito) può diventare una donna completa e mediare tra i suoi due aspetti: consapevolezza inconscia e realtà. Altrimenti rischia di rimanere chiusa all’Inferno… ossia cadere in depressione.

Per le altre dee vale la stessa cosa: è necessario integrare certi aspetti propri della personalità, troppo rigidi e “ciechi”, sviluppando altre caratteristiche (le altre dee) che giacciono dentro di noi ma che abitualmente non ascoltiamo.

È un libro semplice da leggere, ideale per chi sa usare la propria fantasia non solo per fantasticare ma, anzi, per viaggiare dentro di sé, sviluppando consapevolezza, l’unico strumento utile per vivere felici.

E… W le donne! 🙂

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9 pensieri riguardo “«Le dee dentro la donna»

  1. Mi sto innamorando del tuo blog.
    Spulcio febbrilmente TUTTO l’archivio.
    Poi scriverò qualcosa (mi fai prudere le dita!!!!).
    Apprezzo pure gli intermezzi fru fru, anche se mi concentro sulle cose, hmmm, serie.

      1. Ma infatti sto per uscire a comprarmelo (ora. Che rischio sennò di passare tutta la serata a leggerti emettendo gridolini estatici).
        No davvero, ora potrei trovare un tuo post conla lista della spesa e pensare “MA QUESTA DONNA E’ UN GENIO”. Quindi esco, prendo una boccata d’aria, compro libro, recupero lucidità e distanza, e poi si vede.

E tu che ne pensi? :)

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